16 déc. 2014

La Mafia è il Paese

La mafia ha divorato il Paese, ed ora è il Paese. Il potere ha divorato la Politica ed oggi, non è più qualunquismo affermare, purtroppo, che "tra destra e sinistra non c'è differenza". Calcoli di convenienza portano a divenire complici di mafia. In Italia sembra che la maggioranza di noi cittadini preferisca accettare la lenta, inesorabile dissoluzione dello Stato. Perché la classe politica è corrotta a così vasti livelli? Forse perché in pochi hanno mangiato strafogandosi, in molti hanno mangiato e in troppi hanno sperato di avvicinarsi alla tavola imbandita della "casta". Ed In Italia, sembra che la "criminalità" sia digerita molto bene, il concetto stesso è accettato ed implicitamente legittimato. È sufficiente tornare in Italia dopo aver vissuto qualche mese in un paese estero civile. Tornare e respirare l'aria marcia e viziata dei favoritismi, le prepotenze in strada, le doppie e triple file, falsi invalidi ed invalidi non considerati nella loro dignità, abusivismo spicciolo, capillari pagamenti in nero. O ti adegui/adatti, o muori schiacciato stringendo in mano, almeno, la tua dignità. Il sentimento anti-sociale alberga sommessamente nell'italianità. La mafia non si elimina, fintanto che resta radicata dentro noi. La zona grigia di Falcone ha preso ormai l'intero corpo, perché le cellule non hanno lottato, si sono adattate. Scendere a patti, in certi casi,  significa partecipare al banchetto. Ingrassarsi, ma anche accontentarsi delle briciole al tavolo della mafiosità, rende complici colpevoli.





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