28 mars 2016

HO FATTO UN SOGNO

HO FATTO UN SOGNO. "Eravamo a migliaia, tutti risparmiatori gabbati dall'Etruria, e andavamo a ritirare le chiavi della villa della famiglia Boschi. Il signor Pier Luigi era triste e vilmente rassegnato ma, in presenza di un notaio e di un ufficiale, si trovava obbligato a consegnare ad ognuno di noi le chiavi della sua mega villa. Sarebbe diventata una multi proprietà, ma era come una specie di comune giocosa e noi ci saremmo alternati in base ad un calendario organizzato dal ragionier Filini in persona. C'era Manuangeli il carrista amico di militare, Foscarelli quello del bar, Ottavio il meccanico, la signora Lia e tanti altri. Tutti avevamo le valigie, i figli ed i nipoti felici di passare una vacanza diversa. In fondo, il signor Pier Luigi doveva ridarci 300 milioni di euro, insieme agli altri manager. Tutti partimmo in carovana festosi, verso la casa rosa di Laterina. Fuori dal cancello ci attendeva inviperita Maria Elena Boschi, tutta rossa ed in lacrime. Sbraitava, agitando nell'aria la sua borsetta chic. Non voleva farci passare, ma la portarono via a forza due carabinieri che, al loro dovere, non vennero meno. E chi l'aveva vista mai una villa così: 350 metri quadri coperti più 50 scoperti, 14 vani. I magazzini, 120 metri quadrati, diventarono la sala hobby dei più piccini, coi biliardi, biliardini e spazio musica. E poi c'era la terra, ettari di uliveti, vigneti e pascoli. E allora alcuni di noi iniziarono a coltivarla, a produrre, a rifarsi una vita". (Italien Néandertalien, A. Battantier, 2016).

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