31 mars 2016

NON ERA UNA FABBRICA DI CIOCCOLATO. LA CAFFARO VISTA DA UN BAMBINO

 NON ERA UNA UNA FABBRICA DI CIOCCOLATO. "Da piccoli giocavamo dalle parti di una fabbrica, la Caffaro, ma noi pensavamo che fosse una fabbrica di cioccolato, la Caffarel, ed era sempre un'avventura entrare di nascosto da una rete. Mio fratello nascondeva nelle fratte, o dentro un camion in disuso, delle tavolette di cioccolata dolce e noi dovevamo trovarle. Ora invece vengo a scoprire che dentro la Caffaro ci sono tante tavolette, ma molto amare e noi abbiamo giocato per anni su terreni contaminati. E adesso raccogliamo una tavoletta amara, amara come può essere una bonifica non fatta di veleni. Da quello che ho capito la bonifica non la pagano i capi della fabbrica e nemmeno i politici che hanno investito per anni in questo disastro ambientale. Oltre il danno la beffa, perché la pagheranno i cittadini bresciani (e italiani) sia coi soldi sia, soprattutto, con la salute (valori di 100 e 500 volte i limiti di legge, 500 kg di diossine, 25 mila persone esposte direttamente all'inquinamento). Non è una cosa bella morire senza colpa e, soprattutto, chi ha colpe in Italia non paga mai (se è potente)". (Italien Néandertalien, Memorie di un bambino, A. Battantier, 2015).

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