7 juil. 2026

DODO, LA SERVA, IL DEEP STATE

Donald Trump ha posato lo sguardo su Roberto Vannacci? Forse gli piace l’idea di un generale che scrive libri e divide i mondi in categorie, chissà. Di una cosa, però, si può essere abbastanza certi: Giorgia Meloni l’ha scaricata. Con la stessa disinvoltura con cui si cambia canale. È finita la luna di miele, ammesso che luna ci sia mai stata. Adesso, sembra, si punta su altre facce, su altre fedeltà.

Pensate un momento se le opposizioni, quelle che dovrebbero rappresentare un’alternativa, si alzassero in piedi. Drizzassero la schiena e mettessero nero su bianco quattro idee semplici. Marco Travaglio ne ha riassunte: Caro Dodo, scordati che ti portiamo la spesa militare al cinque per cento del Pil, ricominciamo a comprare il gas dalla Russia, a trattare con Putin facendoci aiutare da Angela Merkel, ridiscutiamo gli accordi sulle basi che ospitiamo rispettando il diritto internazionale, e poi, sanzioni immediate a Israele e una bella tassa digitale per i giganti del web.

Fantascienza, lo so. Ma ogni tanto fa bene ricordare che esistono altre strade, anche solo per il gusto di vedere se qualcuno ha ancora il coraggio di imboccarle.

Il fatto è che qui da noi ci si muove in un’altra dimensione. Siamo diventati bravissimi a sopportare. Solo i servi –e badate, servi spesso contenti di esserlo– vengono trattati con il medesimo disprezzo che si riserva a chi si considera antropologicamente inferiore. Li puoi prendere a male parole, e loro ringraziano.

L’Italia viene ridicolizzata in silenzio, come una ragazzina presa di mira nel cortile della scuola. E la stampa, che dovrebbe raccontare le cose come stanno, troppo spesso ribalta la scena: la vittima diventa eroina ma, nel contempo, il prepotente passa per statista. Siamo colonie dell’Impero d’Occidente, e detto questo si spiega quasi tutto.

D’altronde, cosa potete mai pretendere dal padrone? Dare in mano il destino di un Paese a una serva produce esattamente questi risultati. Siamo in balia di gente totalmente incapace. L’Italia, la nostra vecchia Italia, è finita nelle mani di quattro scalzacani.

Poi ci sono episodi che sembrano usciti da una commedia all’italiana, di quelle in cui Dodo alza il telefono e sistema la partita. Pare che Dodo sia riuscito con una facilità sconcertante a far annullare l’esclusione del bomber della sua nazionale durante i Mondiali di calcio. Una cosa da far venire voglia di rifiutarsi di scendere in campo, se la Fifa non confermava la punizione. I nostri eroi hanno mugugnato un pochino, hanno abbozzato una protesta, ma poi hanno mandato giù anche questa. E tutto è tornato nell’ordine, quello deciso da altri.

Resta da capire una cosa, forse la più amara. L’unico punto su cui i nostri governanti hanno voluto mettere i puntini sulle i, anzi, rincarare la dose, è la continuazione del conflitto in Ucraina. Hanno promesso guerra eterna alla Russia, senza se e senza ma.

Ecco, io credo che qui si tratti di potere. Quello vero, che non si vede mai in televisione. Il potere del cosiddetto Deep State americano, che condiziona i burattini dell’Unione Europea con il filo invisibile della finanza e della paura. Loro decidono, gli altri eseguono. E l’Europa appare come un condominio in cui l’amministratore non ha le chiavi del portone.

Il problema è che l’alternativa, al momento, non esclude uno o più Renzi di passaggio. Il che ci permette di prevedere, con ragionevole certezza, che l’alternativa non esiste proprio. Purtroppo. È una storia vecchia, lo so. Ma vederla ripetersi con questa precisione mette addosso una certa tristezza.


(A. Battantier, Italien Néandertalien, 7/26)

#italienneandertalien



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