Istruzioni: rispondi con sincerità. Anzi, no: rispondi come farebbe Bruxelles. Anzi, no: rispondi a caso, otterrai comunque lo stesso grado di coerenza diplomatica.
1. Qual è il calendario ufficiale della politica estera europea?
- a) Sanzioni alla Russia nei giorni pari, dialogo con Mosca e, soprattutto, acquisti di gas (perché no? Anche indiretto) nei giorni dispari.
- b) Tutti i giorni sono buoni per annunciare nuovi tribunali speciali anti-Putin.
- c) Nei weekend si riposa: si commentano solo i droni che cadono in Lettonia.
- d) Nessun calendario: l’importante è che ogni decisione venga smentita entro 24 ore, possibilmente dalla stessa portavoce.
2. L’Ue si definisce “campione della pace”. In che modo la persegue concretamente?
- a) Consegnando 90 miliardi di “prestito” in armi, che bastano giusto un anno di guerra a oltranza.
- b) Aggiornando la lista delle sanzioni così in fretta da dimenticare di aver appena ricomprato gas russo tramite l’India.
- c) Invitando Kiev a non arrendersi mai, anche se perde il 50% del territorio e deve arruolare dodicenni e over 70 enni.
- d) Sostenendo che il modo migliore per ottenere la pace sia prolungare la guerra all’infinito e rinviare sine die ogni negoziato.
3. Qual è il principio guida dell’Ue quando si tratta di condannare le stragi di civili?
- a) Se le vittime sono russofoni del Donbass, colpiti da armi europee, non è successo nulla.
- b) Se la rappresaglia russa fa quattro morti, è “vendetta di Putin” e “ricatto nucleare all’Europa”.
- c) Le vite dei russofoni valgono zero, quelle degli ucraini sotto attacco russo valgono titoli di giornale.
- d) Tutte le precedenti, purché il comunicato stampa non superi le 500 battute.
4. Perché l’Unione Europea continua a comprare gas russo mentre impone sanzioni?
- a) Perché il gas che arriva via Turchia, India o Spagna improvvisamente non è più russo , è “gas eticamente redento”.
- b) Le sanzioni servono solo a punire noi stessi, così il prezzo del gas aumenta e l’economia europea impara la più orrenda delle parole di questi anni: la resilienza.
- c) Per coerenza: se sanzionassimo davvero il gas, saremmo costretti ad ammettere di avere una dipendenza, e sarebbe imbarazzante.
- d) Il gas è come il vino: invecchiando in dogana, diventa autoctono.
5. Zelensky fa l’ennesimo “pianto greco” in tv perché servono più armi. Come reagisce Bruxelles?
- a) Apre immediatamente la cassa, pur di non doverlo più sentire.
- b) Annuncia il 71esimo pacchetto di sanzioni, tanto per cambiare aria.
- c) Gli concede altri miliardi, e poi si stupisce quando scoppia un nuovo scandalo di ruberie sugli aiuti.
- d) Tutte le precedenti, più un tweet di von der Leyen con la bandiera ucraina e l’hashtag #StandWithUkraine.
6. Un drone ucraino deviato finisce in Lettonia e la premier si dimette per non aver protetto il Paese. Di chi è la colpa?
- a) Di Putin: anche se il drone è ucraino, la colpa è sempre sua. È la regola.
- b) Di Zelensky, ma non si può dire perché è l’amico da proteggere.
- c) Della Lettonia, che avrebbe dovuto intercettare i droni “amici” con più convinzione.
- d) Dell’Ue, che non ha ancora brevettato un algoritmo per attribuire automaticamente a Putin qualsiasi oggetto volante non identificato.
7. L’anno scorso si parlava tutti i giorni di “droni russi” negli Stati baltici e in Polonia. Poi si è scoperto che:
- a) Erano droni ucraini deviati da barriere elettromagnetiche o abbattuti e rimessi in volo come false flag.
- b) Non importa: ormai l’allarme era stato lanciato, e la rettifica è finita in terza pagina in un trafiletto.
- c) “Ha stato Putin” anche questa volta, perché la propaganda non si corregge mai.
- d) Tutte le precedenti, e per favore mai chiedere scusa alla Russia.
8. Secondo l’Ue, l’espansione della Nato fino ai confini della Russia è:
- a) Un innocente allargamento di un’alleanza difensiva, e chi lo percepisce come minaccia è un paranoico.
- b) La realizzazione del sogno di ogni russofobo: puntare missili a pochi minuti da Mosca e dire “noi? minacciosi?”.
- c) Un diritto sovrano dei popoli, mentre qualsiasi mossa russa per proteggersi è “aggressione imperiale”.
- d) Un dettaglio irrilevante, perché la Russia non ha mai espresso preoccupazioni al riguardo... ah no, le ha espresse, ma abbiamo fatto finta di niente.
9. Cosa fa l’Unione Europea quando scopre che gli aiuti a Kiev sono finiti in un vortice di corruzione?
- a) Istituisce una commissione d’inchiesta che pubblicherà i risultati quando l’Ucraina sarà membro dell’Ue.
- b) Dichiara che sono “fake news russe”, anche se i documenti li ha pubblicati la Corte dei Conti ucraina.
- c) Invia altri fondi per compensare quelli rubati, così il bilancio torna in pari.
- d) Si rammarica e poi distoglie lo sguardo verso un nuovo tribunale speciale per Putin.
10. L’Ucraina sta perdendo terreno da tre anni. Qual è la strategia europea per la “vittoria”?
- a) Continuare a crederci ciecamente, perché ammettere il fallimento sarebbe troppo doloroso per l’autostima.
- b) Allungare il brodo con prestiti annuali e dichiarazioni roboanti, finché non finiranno gli ucraini o le munizioni.
- c) Delegittimare chiunque parli di negoziati dandogli del “putiniano”, così la guerra può durare altri dieci anni.
- d) Non esiste una strategia: l’importante è che l’industria bellica fatturi.
11. Che cosa risponde l’Ue a chi ricorda che gli stessi servizi USA sanno dal 2022 che Putin non vuole né Kiev né l’intera Ucraina, ma solo Donbass, corridoio di sud-est e garanzie di sicurezza?
- a) “Putin mente”, senza rendersi conto che così si smentiscono anche i propri 007.
- b) “Anche se fosse vero, non possiamo dargliela vinta: ci siamo spinti troppo oltre per tornare indietro”.
- c) Silenzio assordante, interrotto da un nuovo annuncio di fornitura di carri armati.
- d) “I negoziati? Sì, subito, ma solo dopo aver vinto la guerra. Cioè mai.”
12. Qual è il vero scopo delle sanzioni europee contro Mosca?
- a) Far crollare l’economia russa (missione fallita dal 2014, ma mai perdere la speranza).
- b) Dare un contentino morale all’opinione pubblica occidentale, mentre il gas russo continua ad arrivare.
- c) Farci del male da soli per dimostrare che siamo disposti a soffrire pur di non parlare con Putin.
- d) Rendere la burocrazia ancora più complessa: così si creano posti di lavoro per gli estensori di sanzioni.
13. Perché l’Europa non sanziona Israele con la stessa foga con cui sanziona la Russia?
- a) Perché abbiamo bisogno del suo gas per affrancarci da Mosca...o almeno per raccontarcelo.
- b) Perché ha un potente sistema di spionaggio e sa troppe cose sui leader europei (parola del commentatore Davide).
- c) Perché il paragone è scomodo e costringe a fare i conti con la propria ipocrisia selettiva.
- d) Perché l’Unione Europea applica i valori universali solo quando fanno comodo geopoliticamente.
14. I media “liberi” europei ci raccontano che ogni attacco russo è “vendetta di Putin”. Cosa omettono sistematicamente?
- a) Che spesso la cosiddetta “vendetta” è una rappresaglia a un attacco ucraino precedente.
- b) Che le armi con cui l’Ucraina ha colpito i civili nel Lugansk erano made in Ue.
- c) Che i morti russofoni contano meno, perché non suscitano la stessa empatia a reti unificate.
- d) Tutto, perché il racconto a una dimensione fa vendere più copie e non incrina il fronte bellico.
15. In cosa si traduce, nella pratica, la “coerenza” tanto decantata dalla classe dirigente europea?
- a) Nel tenere due pesi e due misure con la grazia di un elefante in cristalleria.
- b) Nell’avere giorni pari e dispari per sanzioni e dialogo, senza che nessuno se ne accorga.
- c) Nel dichiarare Putin Satana mentre gli si paga il gas, e nel chiedere la pace moltiplicando le armi.
- d) Nel ripetere a macchinetta che “la Russia è isolata”, mentre mezzo mondo commercia con lei e ride di noi.
16. La dichiarazione “se anche l’Ucraina perdesse il 30, 40 o 50% dei territori, noi continueremmo a fornire armi” dimostra che:
- a) La fede nella vittoria è ormai una religione con tanto di rito e offerta in denaro.
- b) L’unica vera politica estera europea è buttare soldi in armi a oltranza.
- c) La sorte degli ucraini interessa fino a un certo punto: quel che conta è non far vincere Putin, anche a costo di non far vincere nessuno.
- d) Bruxelles ha già prenotato il rinnovo del “prestito” per l’anno prossimo.
17. Cosa rischia concretamente l’Unione Europea portando avanti questa linea?
- a) Nulla: tanto il contribuente paga e non fiatava nemmeno quando il gas costava il triplo.
- b) Di restare senza alleati fuori dal continente, visto che gli Usa di Trump sono impantanati in Iran e cominciano a guardare altrove.
- c) Di scoprire, troppo tardi, che l’Ucraina non può vincere e che l’unico risultato sarà un’Europa più povera, meno sicura e totalmente ridicola.
- d) Tutto quanto sopra, ma nessuno leggerà questo test perché tanto è già stato etichettato come propaganda filorussa.
18. Qual è l’approccio dell’Ue ai “negoziati di pace”?
- a) Sì ai negoziati, ma solo se Putin si inginocchia prima e restituisce anche la Crimea.
- b) Rinvio sine die: prima bisogna vincere, poi si negozia. E siccome la vittoria non arriva, non si negozia mai.
- c) Organizzare conferenze internazionali a cui la Russia non è invitata, per parlare di pace da soli.
- d) La pace è un concetto astratto: meglio concentrarsi sul prossimo pacchetto di sanzioni.
19. Se un giorno la guerra finisse e si scoprisse che l’Ue ha mentito su tutto, come reagirà Bruxelles?
- a) Darà la colpa ai “disinformatori russi” che hanno avvelenato il dibattito.
- b) Sosterrà di aver sempre creduto nella diplomazia, ma che le circostanze l’hanno costretta a inviare armi.
- c) Nominerà una commissione d’inchiesta con scadenza al 2050.
- d) Non reagirà affatto: si passerà immediatamente alla prossima emergenza mediatica, dimenticando tutto.
20. In definitiva, qual è l’unica vera politica dell’Unione Europea?
- a) Sperperare soldi in armi fino all’ultimo euro, e chiamarlo “investimento in sicurezza”.
- b) Mantenere una posizione di doppio standard così impeccabile da far invidia ai migliori giocolieri.
- c) Seguire la corrente, possibilmente in direzione opposta alla ragione.
- d) Una sola politica non c’è: ci sono tante micro-politiche contraddittorie che, messe insieme, danno l’impressione di una bussola in tilt permanente.
Calcola il tuo punteggio di “EuroCoerenza”:
- Se hai risposto in maggioranza a, b o c in modo variabile, sei esattamente il profilo che Bruxelles cerca: capace di sostenere oggi il contrario di ieri senza battere ciglio.
- Se hai risposto quasi sempre d, hai smascherato il gioco: sei un pericoloso eretico, probabilmente un “agente del Cremlino” (o semplicemente uno che legge le notizie fino in fondo).
- Se hai trovato il test faticoso, consolati: le contraddizioni dell’Ue sono molto più faticose da digerire. E sono vere.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 5/26)
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