Milano. Un gruppo di ragazze, ‘Non una di meno’, si presenta davanti all’ufficio della senatrice Giulia Bongiorno e, con un gesto antico quanto la civiltà contadina, scarica un po' di letame. Un gesto semplice, diretto, quasi poetico nella sua schiettezza: “Ecco, signora senatrice, lei sta legiferando di merda, e noi gliela restituiamo concimata”.
Ma al di là della scenetta, che pure ha il suo perché, c'è il nocciolo. Il disegno di legge Bongiorno. La senatrice decide che il concetto di "consenso" è troppo complicato. Troppo entusiasta.
Allora lo toglie, e lo sostituisce con il "dissenso". La "volontà contraria". Non si parte più dalla domanda: "C'era un sì?", ma dalla domanda: "Il no è stato abbastanza chiaro?".
È come se, per entrare in un negozio, non si chiedesse più se siete i benvenuti, ma quanto forte avete dovuto urlare quando vi hanno chiuso la porta in faccia.
Questa è la destra, amici miei. Quella che, dopo aver passato anni a dirci che il politically correct ci avrebbe rovinato, passa il tempo a correggere le parole per far sembrare le cose un po' meno brutte.
Chiamiamolo "dissenso", così sembra più soft.
Chiamiamolo "decreto sicurezza", così sembra che ci vogliano bene.
Poi però, quando le donne scendono in piazza e lasciano un messaggio inequivocabile davanti ai tuoi uffici, la risposta non si fa attendere.
Il nuovo decreto sicurezza, naturalmente, arriverà con diecimila euro per le contestatrici. Multa salata, così imparano a concimare i marciapiedi della politica.
È una lezione di vita all'italiana: se non ti piace la legge che ti toglie il diritto di dire di sì, ti multiamo per contestazione. È una specie di "avviso ai naviganti": il mare è in tempesta, ma la colpa è vostra se non avete imparato a nuotare nella merda.
Il punto è che questa gente vive in una bolla. Più si avvicinano idealmente a certi metodi del secolo scorso, a certi ordini, a certi "io decido, tu esegui", e più si allontanano dalla realtà della gente comune che vuole solo vivere la propria vita.
Con questa destra sembra di vivere in una continua involuzione del genere umano. Come se qualcuno avesse premuto il tasto "rewind" sui diritti e stesse tornando indietro a velocità doppia.
È un'epoca buia? No, è peggio: è un'epoca grigia, noiosa, fatta di cavilli e multe. Non ti ammazzano sul rogo, ti seppelliscono sotto le pratiche burocratiche.
Perché poi, guardiamo al di là della legge. In tutto questo teatrino della "volontà contraria", dove finisce la persona?
Dove finisce la donna che quella sera, in quella stanza, ha avuto paura, è rimasta immobile, non ha detto no perché aveva un coltello (simbolico o reale) puntato alla gola?
Per la legge Bongiorno, quella donna non ha espresso un "dissenso" abbastanza chiaro. Quindi, forse, non è successo niente.
È la perfezione giuridica: la violenza non esiste se non è urlata. Lo stupro è legale finché non lo gridi. Una specie di gioco dell'oca in cui se non atterri sulla casella giusta, torni all'inizio e perdi tutto.
E allora, mentre i giuristi di destra giocano a rimpiattino con le parole, c'è chi chiede l'educazione sessuale nelle scuole. Imparare a comunicare, a riconoscere il desiderio, a capire che un sì è un sì e un no è un no. Insegnare il "consenso entusiasta". Figuriamoci. In un paese dove si discute ancora se l'educazione sessuale sia una roba da pervertiti, loro vengono a spiegarti che per dire sì, in fondo, basta non dire no abbastanza forte.
Ma forse il problema è che la libertà, quella vera, quella di essere ciò che si è, di amare chi si vuole, di decidere del proprio corpo, è una cosa che spaventa. Perché è difficile da gestire.
Mentre il "dissenso" no, è una variabile controllabile. Se la legge parla di dissenso, allora lo Stato può giudicare se il tuo no era un no vero o un no finto.
Può dire se quella sera tu eri "volontariamente contraria" abbastanza. È il trionfo del paternalismo, della patria, del pater familias che decide lui cosa è bene per te.
Ecco perché, alla fine, quel letame davanti all'ufficio della senatrice è il gesto più onesto che potessero fare. Perché quando chi governa produce leggi di merda, l'unica risposta civile, l'unica risposta politica, l'unica risposta umana, è prendere quella merda e rimettergliela sotto il naso.
Non per insultare, ma per dire: "Guardate, questo è quello che state facendo. Questa è la puzza che emanano le vostre idee.
Ora, per favore, pulite. E se per questo ci becchiamo la multa da diecimila euro, amen. Almeno l'avremo spesa per concimare un principio: la libertà non è un optional, e il corpo è nostro, e lo decidiamo noi, con un sì chiaro, libero, e dannatamente consapevole.
(A. Battantier, Memorie di un amore, Italien Néandertalien, Mip Lab, 2026)
#memoriediunamore
#italiennéandertalien
#MIPLab










