“Non cade foglia che Dio non voglia”, recita il proverbio. Se Dio vuole tutto, allora ha voluto anche una croce di legno pesante sulla testa di padre Molinari. Che strano modo di proteggere i suoi ministri. La logica elementare ci dice che un universo senza divinità è più coerente: gli oggetti cadono per gravità, non per volere celeste.
18 oct. 2026
NON CADE CROCE CHE DIO NON VOGLIA
STRAVAGANTI FATTI DI POLITICA MALSANA (la fabbrica del consenso)
Giorgia ha fatto retromarcia: non abolisce più il bollo auto. Nessuno ne parla. Ma volete mettere con Garlasco? Quello sì che è un dramma nazionale. Il bollo auto è un dettaglio, roba da commercialista.
Intanto il ministro Giorgetti va in Parlamento a presentare la manovra. C’erano dodici gatti. Dodici. Gli altri? In missione, si chiama così l’assenteismo quando sei importante. Che bell'esempio di partecipazione democratica.
Poi c’è il Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, che ha passato la vita a far perseguire criminali di guerra e genocidi. E cosa succede? Gli americani sanzionano la Corte Penale Internazionale perché avrebbe soffiato il Nobel a Trump. La giustizia internazionale è un’eresia, evidentemente. E tutti zitti. Del resto, Trump bofonchia: “Dico stupidaggini, applaudite!” e giù tutti a battere le mani.
Forza Italia e Fratelli d’Italia dicono no alla tassa sugli extra profitti dei petrolieri. I petrolieri esultano. E la stampa? Impegnata con Garlasco, appunto.
Agricoltori e autotrasportatori protestano per il caro carburante? Chi li vede in TV? Meglio i facinorosi vestiti di nero che distruggono le piazze: quelli fanno notizia e, stranamente, non vengono mai presi.
Al Vomero, un branco di figli di poliziotti picchia un padre cinquantenne. Ma non sono “da rimigrare”, sia chiaro. A Roma, due sedicenni annoiati in minicar spezzano una vita. Sono “bravi ragazzi”, garantisce il padre carabiniere. Propongo un incontro a sassate tra quelli del Vomero e questi qui: vediamo chi vince.
Avete visto lo spazio in TV di quattro facinorosi violenti? Evidentemente sono funzionali al sistema. Anche perché, o le forze dell’ordine non sono in grado di gestire quattro facinorosi violenti nelle piazze stra-piene di cittadini pacifici, oppure, ripeto, fa comodo descrivere le piazze come ingestibili.
I treni accumulano ritardi per sedici anni e nove mesi. Il ministro dei Trasporti dorme. E il rapporto GIMBE ci dice che ci sono quasi 19 miliardi di tagli invisibili alla sanità, esattamente quanto spendiamo in armamenti. Curati o armati? Purtroppo non ci hanno fatto scegliere.
La fabbrica del consenso non chiude mai.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 10/26)
#italienneandertalien
16 oct. 2026
L’ARCA DI NOÈ DEL CENTROSINISTRA (come riciclare un uomo finito e chiamarlo campo largo. Se voti per uno che ha già tradito tutti, non sei un elettore: sei un complice)
Il centrosinistra ha deciso di imbarcare Renzi. È come mettere un pitone nel lettino del bambino e chiamarlo “progetto educativo”. Finirà come sempre: il pitone mangia il bambino, il PD si stupisce, e Meloni prepara la cena.
Il problema non è (solo) Renzi. È il sistema che lo produce, lo sostiene e lo ricicla. Come mai quasi tutti i mass media gli sono favorevoli? Forse perché è funzionale a poteri economici marci, interni ed esteri? Quali poteri lo sostengono nonostante l’1,5% e rotti? Come si spiega che resti a galla — e che gli lancino salvagenti da ogni parte — un fallito protagonista di tante nefandezze politiche? Un uomo che prende l’1,5% e occupa tutte le tribune televisive non è un fenomeno inspiegabile: è un’utilità funzionale. Quei poteri hanno bisogno di un uomo di paglia per tenere in piedi la baracca mentre saccheggiano il welfare. Lui resta a galla perché è un servizio.Anni fa promise di abbandonare la politica. Poi Calenda, altro poveraccio, gli propose di raccattare insieme i loro quattro voti di famiglia per raggiungere la soglia del 3%+1. Quattro voti. La famiglia.
Le cause le perde tutte. Il mutuo della mega villa resta da pagare. Il “rinascimento arabo” non finanzia più. Quindi, come lo scorpione con la rana, si fa imbarcare dal PD. E il PD, puntualmente, avvelenato crepa. Ma prima di crepare, lo applaude.
Renzi gode della fiducia incondizionata dei riformisti del PD: tutti renziani, da lui messi in lista e fatti eleggere quando era segretario. Anche Bonaccini, allora capo dell’ufficio propaganda di Renzi, ha verso di lui un debito di riconoscenza che ha cominciato a pagare partecipando alla recente Leopolda quale ospite d’onore. Che onore! Nel suo movimento c’è Italia Viva, e dall’altra parte Forza Italia. Con Renzi in lista nel PD — non alleato con il simbolo, ma come se fosse uno di loro — perché gli astensionisti dovrebbero recarsi al seggio? Per votare chi? Per legittimare cosa?
È come quel tizio che ti chiede un passaggio, poi ti ruba la macchina e ti dice “però ti ho fatto risparmiare sulla benzina”.
E qui non siamo più nemmeno di fronte alla complicità: siamo all’autoinganno collettivo. Renzi è un infiltrato della destra — rammento il forte sostegno dato a La Russa per la presidenza del Senato — anche perché fa comodo soltanto a loro. Quelli del PD sono le sue teste di ponte, i suoi cavalli di Troia.
Chiedono all’astensionista: “Vieni a votare! C’è Renzi in lista!” E l’astensionista resta a casa. Il PD ha trovato il modo di perdere anche chi non votava. È un talento, bisogna riconoscerlo. Un talento per la sconfitta.
La cosa oscena non è (solo) Renzi. È la vergogna di chi lo abbraccia sapendo cosa è. Il tradimento non è un incidente: è un’abitudine. Le abitudini, si sa, sono difficili da spezzare. Soprattutto quando ti garantiscono un posto in lista.
La tenerezza che mi fa Conte è difficile da spiegare: il tapino chiede garanzie affinché il passato non si ripeta. Io me la ricordo, la linea dura di Conte, le sue iniziali opinioni su Renzi. Poi, nel tempo, si è fatto possibilista, senza irritare Schlein. Oggi Conte appare rassegnato, ma con un ultimo sussulto di guaito chiede garanzie sugli effetti che Renzi potrebbe avere su un eventuale governo. Che potrà mai accadere? Apriamoli con candida gioia codesti cioccolatini di Forrest Gump.
Il centrosinistra ha votato con Meloni sulle questioni importanti, poi fa la faccia scandalizzata quando Meloni vince. È un eterno secondo classificato che si lamenta del primo. Destra e sinistra PD? Sottigliezze. Hanno voluto insieme la legge sull’antisemitismo; sono appassionatamente neoliberisti. Welfare, diritti sociali, lavoro, rifiuto della guerra e del riarmo: hanno sempre votato insieme.
E poi si alzano, si spellano le mani, come a teatro. Gli ultimi 35 anni della nostra storia sono racchiusi in quel lungo applauso della destra PD, insieme a Renzi, Calenda, al discorso in Parlamento della Meloni.
Prendi un uomo che ha fallito tutto, lo rimetti in coalizione, e poi ti chiedi perché la gente non vota. Mi spiegava Mario, l’amico mio pasticciere: se metti una torta di merda in vetrina, non lamentarti se nessuno entra in pasticceria.
Serve un cambiamento vero, conseguente a un’idea diversa di società. Questo riporterebbe la gente e i giovani, com’è successo con il referendum, al voto. Perché uno dovrebbe votare per un governo copia di quello che abbiamo? Perché?
Se voti per questi, non sei meglio di loro. Loro lo sanno: puoi solo scegliere tra il centrosinistra che fa la destra e la destra che fa la destra.
Con una coalizione così squallida e penosa non si va da nessuna parte. Se agli iscritti chiedessero: “Volete Renzi, sì o no?”, sarebbe democrazia. Che inguaribile ottimista son io! Non succederà. La democrazia non è in lista.
Finirà molto male. Meloni avrà strada libera al prossimo giro. E il PD avrà finalmente ciò che merita: l’astensione. E noi, tutti insieme, a guardare l’Arca di Noè del centrosinistra che affonda con il pitone a bordo.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 10/26)
#italienneandertalien
15 oct. 2026
LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA (se la merda valesse oro, i poveri nascerebbero senza buco del culo)
13 oct. 2026
LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO (cambiare tutto per non cambiare niente)
Vi prego, rieleggete Salvini: forse questa è la volta buona che la Lega torna a essere votata solo a Pontida e dintorni.
Anche se, a pensarci, mettiamoci una mano sulla coscienza: e poi come campa?! Certo, potrebbe andare a Zelig, dopo aver restituito 49 milioni, s’intende.
Salvini, per la prima volta in vita sua, ha compiuto il gesto che gli è valso il sostegno e l’appoggio incondizionato di tutta la Nazione.
Dopo aver fatto il premier per anni, è giusto cambiare simbolo. Secondo indiscrezioni, il nuovo simbolo sarebbe di colore marrone, e non è cioccolata. Secondo altre fonti, nel logo ci sarebbe il ponte sullo Stretto.
Salvini come Malagò in FIGC: l’unico candidato. Esce dalla porta ed entra dalla finestra, si autoricicla, ma resta sempre un sottoprodotto dei rifiuti.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 10/26)
#italienneandertalien
UNIONE EUROPROSOPOPEA
Trump e Putin fanno la pace, rivogliono il Nord Stream. Ma tanto paga l’Unione Europrosopopea. I due si telefonano, si accordano, si spartiscono i tubi; l’Europa firma il conto.
Se l’Unione Europea fosse un condominio voterebbe di pagare il riscaldamento a Putin e le bollette a Trump, poi si stupisce se i cittadini muoiono in corsia o se gli scolari devono portarsi da casa la carta igienica.
Ma sotto sotto c’è un piano, idiota ma pur sempre un piano: si fabbrica il nemico, si taglia il welfare, si chiama sicurezza. I gasdotti saltano, i bambini restano senza pediatra. L’Europa compra gas americano per non comprare gas russo, poi compra gasolio russo via Washington: un’astemia che si fa le flebo di vodka. Che vuoi che siano 250 miliardi alla Russia, 750 agli USA.
Se vuoi la pace, prepara la guerra; se vuoi la salute, prepara il funerale. Il 5% del PIL in armi è il nuovo Piano Marshall, ma al contrario. L’Ucraina bombarda le raffinerie, noi paghiamo il conto.
Che cos’è la solidarietà? È una carta di credito senza limiti, intestata ai contribuenti. La Kallas non sa chi vinse la Seconda guerra mondiale (non sapeva, ad esempio, che la Cina ha avuto 30 milioni di morti), però sa dove firmare gli assegni: la competenza è un optional, la servitù è da contratto.
Chi sarà il prossimo alleato abbandonato? Vincono tutti, tranne gli europei.
Del resto, la guerra è una bugia che costa; e il Bene Pubblico una verità che non vogliono pagare. Ogni missile è una cattedra in meno. I cittadini pagano sempre il conto di un’insulsa UE che vanta alternative al gas russo mentre compra gas americano (e gasolio russo).
La pace dovrebbe essere la felicità di cui ogni persona ha diritto. Peccato sia fuori budget: costa meno un cimitero. Il programma che io voterei sarebbe: pane, cure, istruzione. Ma questa UE è più che miope: è bendata ma con i soldi nostri.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 10/26)
#italienneandertalien
11 oct. 2026
DELLA GUERRA I POPOLI PAGANO SEMPRE IL CONTO
Scrive Michele Serra su Repubblica, a proposito del programma da condividere nel centrosinistra: “La sola questione politica che ha avuto grande rilievo sui giornali e nei talk è stata il riarmo dell’Ucraina, forse l’unico punto rilevante di dissenso.”
Serra caro, intanto il programma lo scrivono i missili: ogni euro al riarmo è un euro in meno a corsia, aula, biblioteca. Spendiamo in guerra e piangiamo poi per il pronto soccorso.
Il consenso bellicista inesistente (pompato dai mass media) porta a tagliare i reparti in ospedale. E i cannoni non migliorano la scuola, a meno che non la vogliamo vedere come una battuta adolescenziale.
L'Europa sta comprando morte a rate con i bambini senza pediatra. In attesa gli fanno questi giochetti: guarda il dito: riarmo sì, riarmo no. La luna è l'ospedale che chiude.
Si continua ad ammazzare, a preparare scenari di guerra, intanto il welfare è finito.
Il programma?
Eccolo servito: bombe a colazione, tagli a cena.
Si continua a discutere la leadership mentre la sanità muore e la scuola affonda.
Purtroppo la guerra è una bugia che costa; i servizi pubblici una verità che non vogliono pagare.
Ogni missile è una cattedra in meno.
Ricordiamoci che della guerra i popoli pagano sempre il conto. Il problema non è chi guida la coalizione. È che la coalizione non deve finanziare la guerra.
La pace è una voce di bilancio. Se togli a scuola e salute per dare all'esercito, non fai politica: fai contabilità da becchino. Prima il programma? Sì: pane, cure, istruzione. Il resto è rumore di cannoni.
(Andrea Battantier, Italien Néandertalien, 10/26)
#italienneandertalien
29 sept. 2026
L'ITALIA TRASFORMA L'IMBARAZZO IN VANTO
Del resto, se hanno dedicato un aeroporto al puttaniere pregiudicato, non c'è da stupirsi che le due televenditrici truffatrici abbiano ricevuto il Premio Internazionale alla Cultura, conferito all'interno della prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma, per la pubblicazione dei loro libri. Ricordiamo con imbarazzo il passato giudiziario di madre e figlia, condannate in via definitiva per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Ma in Italia, l'imbarazzo lesto si trasforma in vanto.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 9/26)
#italienneandertalien
25 sept. 2026
GUERRA IBRIDA ED ALTRE IDIOZIE (inventarsi balle da spacciare per guerra ibrida è guerra ibrida)
La CIA è quella della fiala di borotalco presentata all’ONU come antrace, prova certa per radere al suolo l’Iraq, resta una garanzia. Prendere la CIA come fonte affidabile è come farsi diagnosticare la salute da un cecchino: il referto è preciso, il paziente è morto. Un servizio d’intelligence indistinguibile da un’organizzazione terroristica, con l’aggravante della cravatta.
La guerra ibrida a me pare la facciano i governanti UE contro i propri governati. Gaffe così evidenti che non riescono a nascondere la firma. Contano sull’analfabetismo funzionale di massa e, va detto, hanno successo. Finché si tratta di retorica, bandiere e talk show, pure pure. Ma quando toccano portafoglio, lavoro, salute, famiglia, ecco che l’elettore addormentato si sveglia, e pure incazzato.
A forza di denunciare la guerra ibrida russa -come se quella occidentale fosse pace ibrida- aboliranno l’aggettivo “ibrida”, troppo complicato, e resterà solo “guerra”. A quel punto servirà la legittima difesa UE: ovviamente attaccando per primi.
Il gioco delle tre carte linguistico applicato alla geopolitica: ora la vedi, ora è patriottica, ora sei morto. Tutto per convincere l’elettorato della bontà del riarmo e dell’armamento infinito dell’Ucraina fino all’ultimo soldato. Eppure dovevano capirlo: ogni aumento d’armi a Zelensky produce, regolarmente, un sovrappiù di ferocia combattiva in Putin. Da lì la richiesta di nuove armi, e via il ciclo verso l’inferno.
Si crea il mostro, si vende la paura, intanto si compra il cannone. La guerra è pace, la menzogna è prova, il mercato è democrazia. E il pacifismo viene licenziato per scarso rendimento.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l'Apocalisse, 9/26)
#italienneandertalien
#frammentiperlapocalisse
24 sept. 2026
ENERGIA NUCLEARE: CHI PAGHERÀ IL RISCHIO ATOMICO? (SOLE E VENTO COSTANO MOLTO MENO)
Il referendum di allora insegnò che i cittadini possono scegliere efficienza, risparmio, energie pulite. Non seguiamo i nostalgici dell'atomo e i contabili delle lobby. Il futuro è rinnovabile. Basta volerlo.
Crederò al nucleare «di terza generazione» il giorno in cui una compagnia di assicurazioni, una sola, timbrerà una polizza contro il «rischio atomico».
Sapete quante l’hanno fatto finora? Zero. Nemmeno i Lloyd’s.
Se viaggiate in auto avete l’RCA, se vi fumate i polmoni avete una polizza vita, ma per una centrale che può avvelenare falde e cromosomi per diecimila anni, nessuno vuole firmare.
Non esistono statistiche: un incidente costa quanto un continente, e i sinistri non si liquidano, si ereditano.
E allora lo Stato, magnanimo, si accolla tutto: come un papà che paga i debiti di gioco del figlio tossico.
Ci spacciano il nucleare per energia pulita, ma la pulizia la faremo noi col caro-bolletta, mentre qualcuno incasserà sussidi.
Solita storia: privatizzano i profitti, socializzano l’apocalisse.
Il nucleare è conveniente solo quando il conto dell’assicurazione lo pagano i nipoti col mal di tiroide.
Che innovazione avere un’industria che prospera nell’unico rischio che nessun mercato può quantificare.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l'Apocalisse, Mip Lab, 9/26)
#italienneandertalien
#frammentiperlapocalisse
22 sept. 2026
CONTRO L’USO DEI COSTUMI DA BAGNO E DELLE GONNE SOPRA LE GINOCCHIA PER LE DONNE DI FEDE
21 sept. 2026
L’ELEFANTE NELLA STANZA (Quando chiami diplomazia debolezza stai preparando guerra)
Ecco un'ipotesi di business plan: USA e UE vogliono le risorse russe, l’Artico, le rotte, il grano, il gas, e soprattutto vogliono accerchiare la Cina e riportare il Sud del mondo in catene.
Solo che hanno calcolato male: la Russia non è crollata in tre settimane, Draghi & co. avevano promesso “qualche sacrificio” e risorse nostre.
Ora l’insignificante Europa si dissangua col diesel e benzina alle stelle, si isola isolando Mosca e in Francia chiudono le pompe.
La diplomazia la chiamano debolezza. Intanto il mondo non-occidentale si riprende risorse e dignità, e noi restiamo a lucidare le catene del padrone a stelle e strisce.
La UE non ha esercito? Macché: ha la NATO, cioè la cinghia di trasmissione del Pentagono.
I pacifisti sono considerati utili idioti. Meglio utili idioti che servi intelligenti.
Altro che pace. La guerra ce la fanno credere sempre più inevitabile, passettino dopo passettino.
1600 droni su Mosca coi nostri soldi, tedeschi al confine, ammiragli-trichechi che dicono “pronti”, ospedali che preparano feriti.
Abbiamo 130 basi USA dal 1945, spese per le armi al 5%, partiti a busta paga di lobby atlantiche o europee, sovranità parlamentare al 10%.
Guerra inevitabile? Inevitabile è solo la stupidità di chi scambia la diplomazia per debolezza e il profitto per destino.
Se mandassero subito truppe in Ucraina, il gioco sporco sarebbe evidente. Allora allunghiamo il tavolo, non il fronte poiché la guerra non è una cura: è la malattia che si veste da medico.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 9/26)
#italienneandertalien
18 sept. 2026
ART. 11
DISERZIONE!
È una parola bellissima, amata da chi non vuole più avere a che fare con la guerra.
Vi scandalizzate per la parola “diserzione” e non per la parola “guerra”?
La difesa dello Stato: ci si inventa un nemico e lo si provoca continuamente, per far scoppiare una guerra. Crosetto sta con Leonardo in Ucraina. Ma si sa: ai venditori di armi la pace non piace. A loro piace una guerra perenne; a farla, però, mandano gli altri.
Da chi sarebbe attaccato, lo Stato?
La diserzione è un atto nobile. È ingiusto e immorale morire per gli interessi dei guerrafondai.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 9/26)
#italienneandertalien
17 sept. 2026
VIRGINIA LIBERO: IL PACIFISMO FINO A UN CERTO PUNTO
Virginia Libero, 28 anni, segretaria dei Giovani Democratici: "Non saremo noi i soldati delle vostre guerre... per noi parlare di Patria significa ripudiare la guerra...".
Lì per lì ho pensato: Per fortuna che c’è questa ragazza, che un barlume di speranza sul PD ce lo dà. Che bello, una giovine contro i guerrafondai nel partito.
Ma poi un pensiero atroce si è avvinghiato alla mia mente: sono più o meno le stesse cose che diceva la Schlein prima di diventare segretaria del PD.
O farà la fine della Serracchiani? Anche lei da “giovane dem” pareva una tigre e poi si è accoccolata in Parlamento come un gattino.
Uno dice: Forte questa ragazza: un intervento coraggioso e convincente.
Ma il solito pensiero atroce mi strugge: il cerchiobottismo del PD non ha mai fine.
Sei sei per lo stato sociale e per una soluzione diplomatica in alternativa alla terza guerra mondiale non stai nel PD.
Fatele sapere che è nel PD, notissimo partito guerrafondaio.
Ma tutto questo Virginia lo sa, lo sa. E infatti, ha già ritrattato. Ha spiegato che non si riferiva agli "aiuti" all'Ucraina. Il pacifismo fino ad un certo punto.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 9/26, Art by Natangelo)
#italienneandertalien
#MIPLab
#natangelo
16 sept. 2026
ABOLIZIONE DEL BOLLO? NON È UN PROVVEDIMENTO, È UNO SPOT
EUROPA: UNA STRAVAGANTE CREATURA
9 sept. 2026
I PARADOSSI DELLA COMUNICAZIONE (La gente vota la protesta, non la coerenza)
8 sept. 2026
MAI PIU' PER NESSUNO
Restare umani esige chiamare i sionisti per ciò che sono: criminali. Lo affermava Hajo Meyer, fisico ebreo sopravvissuto ad Auschwitz. La sua riflessione è avvolta da lucido buon senso: chi ha conosciuto il lager non può tacere davanti a Gaza. “Mai più per nessuno” diventa imperativo contro ogni memoria usata come alibi. Morì nel 2014; la sua parola resta un obbligo etico: nessuna vittima può farsi carnefice senza tradire la propria umanità. (Italien Néandertalien)
3 sept. 2026
LA MORTE DELLA SANITÀ PUBBLICA (le armi uccidono ma non sono mai state così bene)
1 sept. 2026
EUROPA? NO GRAZIE (l'Islanda ha detto no!)
29 août 2026
DI BATTISTA E TAJANI
Cuba, Di Battista lucido risponde alle domande dei medici.
Tajani: "noi pronti a riportarlo in Italia".
Le prime parole di Alessandro: "Grazie, come se avessi accettato!".
(Italien Néandertalien, 8/26)
#italienneandertalien
28 août 2026
L'ECLISSI LUNARE DI COLOMBO (le beffe del colonialismo)
Sui libri di Storia si chiama “incontro di civiltà”. Cristoforo Colombo era bloccato in Giamaica con l’equipaggio affamato, i nativi avevano smesso di portare cibo. Lui, furbo, aveva un almanacco: quello di Zacuto. Sapeva che ci sarebbe stata un’eclissi totale di luna.
Allora convoca i capi indigeni e minaccia: “Il mio Dio oscurerà la luna se non mi date da mangiare”.
La luna si tinge di rosso, sparisce. I giamaicani terrorizzati riprendono i rifornimenti.
Colombo ha spacciato una tabella astronomica per rivelazione divina. Ha trasformato la paura in cibo, e il cibo in potere.
È il colonialismo nella sua forma più pura: io so qualcosa che tu non sai, quindi inginocchiati. I nativi mica erano stupidi, erano solo meno armati di informazioni.
Come chi guarda il telegiornale e crede che l’eclissi sia colpa degli immigrati, del debito pubblico, di un solo cattivo che fa la guerra, del terrorismo.
Il meccanismo è identico: un uomo con un almanacco e un complesso di superiorità ci dice che il cielo è a rischio, e noi gli portiamo il cibo.
Quelli che ancora celebrano Colombo sono gli stessi che credono alle promesse di certi politici. Stiamo ancora aspettando che la luna torni. Nel frattempo, portiamo il cibo.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 8/26)
#italienneandertalien
#MIPLab
20 août 2026
LA SPERIMENTAZIONE DI GIANNINI (la sperimentazione dovrebbe essere riservata ai laboratori, non ai cimiteri. La guerra è un lusso per chi non la fa)
13 août 2026
TI AMIANTO (quando lo Stato ti ama troppo)
18 juil. 2026
LE TRE GRAZIE
9 juil. 2026
RABBIOSA PERCHÉ BRUTTA? MICHELA MURGIA HA PASSATO GRAN PARTE DELLA SUA VITA A INCRINARE LE NORME ABBRACCIATE DAL VINCITORE DEL PREMIO STREGA (quando una donna diventa scomoda, il primo bersaglio non sono le sue idee, ma la sua persona)
7 juil. 2026
DODO, LA SERVA, IL DEEP STATE
Donald Trump ha posato lo sguardo su Roberto Vannacci? Forse gli piace l’idea di un generale che scrive libri e divide i mondi in categorie, chissà. Di una cosa, però, si può essere abbastanza certi: Giorgia Meloni l’ha scaricata. Con la stessa disinvoltura con cui si cambia canale. È finita la luna di miele, ammesso che luna ci sia mai stata. Adesso, sembra, si punta su altre facce, su altre fedeltà.
Pensate un momento se le opposizioni, quelle che dovrebbero rappresentare un’alternativa, si alzassero in piedi. Drizzassero la schiena e mettessero nero su bianco quattro idee semplici. Marco Travaglio ne ha riassunte: Caro Dodo, scordati che ti portiamo la spesa militare al cinque per cento del Pil, ricominciamo a comprare il gas dalla Russia, a trattare con Putin facendoci aiutare da Angela Merkel, ridiscutiamo gli accordi sulle basi che ospitiamo rispettando il diritto internazionale, e poi, sanzioni immediate a Israele e una bella tassa digitale per i giganti del web.Fantascienza, lo so. Ma ogni tanto fa bene ricordare che esistono altre strade, anche solo per il gusto di vedere se qualcuno ha ancora il coraggio di imboccarle.
Il fatto è che qui da noi ci si muove in un’altra dimensione. Siamo diventati bravissimi a sopportare. Solo i servi –e badate, servi spesso contenti di esserlo– vengono trattati con il medesimo disprezzo che si riserva a chi si considera antropologicamente inferiore. Li puoi prendere a male parole, e loro ringraziano.
L’Italia viene ridicolizzata in silenzio, come una ragazzina presa di mira nel cortile della scuola. E la stampa, che dovrebbe raccontare le cose come stanno, troppo spesso ribalta la scena: la vittima diventa eroina ma, nel contempo, il prepotente passa per statista. Siamo colonie dell’Impero d’Occidente, e detto questo si spiega quasi tutto.
D’altronde, cosa potete mai pretendere dal padrone? Dare in mano il destino di un Paese a una serva produce esattamente questi risultati. Siamo in balia di gente totalmente incapace. L’Italia, la nostra vecchia Italia, è finita nelle mani di quattro scalzacani.
Poi ci sono episodi che sembrano usciti da una commedia all’italiana, di quelle in cui Dodo alza il telefono e sistema la partita. Pare che Dodo sia riuscito con una facilità sconcertante a far annullare l’esclusione del bomber della sua nazionale durante i Mondiali di calcio. Una cosa da far venire voglia di rifiutarsi di scendere in campo, se la Fifa non confermava la punizione. I nostri eroi hanno mugugnato un pochino, hanno abbozzato una protesta, ma poi hanno mandato giù anche questa. E tutto è tornato nell’ordine, quello deciso da altri.
Resta da capire una cosa, forse la più amara. L’unico punto su cui i nostri governanti hanno voluto mettere i puntini sulle i, anzi, rincarare la dose, è la continuazione del conflitto in Ucraina. Hanno promesso guerra eterna alla Russia, senza se e senza ma.
Ecco, io credo che qui si tratti di potere. Quello vero, che non si vede mai in televisione. Il potere del cosiddetto Deep State americano, che condiziona i burattini dell’Unione Europea con il filo invisibile della finanza e della paura. Loro decidono, gli altri eseguono. E l’Europa appare come un condominio in cui l’amministratore non ha le chiavi del portone.
Il problema è che l’alternativa, al momento, non esclude uno o più Renzi di passaggio. Il che ci permette di prevedere, con ragionevole certezza, che l’alternativa non esiste proprio. Purtroppo. È una storia vecchia, lo so. Ma vederla ripetersi con questa precisione mette addosso una certa tristezza.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 7/26)
#italienneandertalien
6 juil. 2026
GIORGIA, DI' QUALCOSA DI DESTRA
Giorgia, di’ una cosa di destra! Di’ una cosa anche non di destra, di civiltà! Giorgia, di’ una cosa, di’ qualcosa, reagisci! Non è importante quello che dice di te Dodo, l’importante è che tu dica qualcosa, qualunque cosa. Ti ricordi quella cazzata del sovranismo? Daje Giò, è il momento der sovranismo. Certo, Giorgia, te la sei proprio cercata con il tuo atteggiamento servile, ossequioso, riverente verso Dodo. (Italien Néandertalien, 7/26)
#italienneandertalien
I PALETTI DI RENZI
“Renzi vuol essere il regista del grande centro...sarebbe il candidato premier ideale del centrosinistra. Esperto di intelligenza politica psichedelica, spavaldo e sicuro, di talento efferato. E, a paletti, è il più bravo di tutti” (Fabrizio Roncone, Sette-Corriere della sera, 26.6. e 3.7). Il problema è dove li mette 'sti paletti! (Italien Néandertalien, 7/26)
#italienneandertalien
1 juil. 2026
VITTORIO SGARBI E LA DIABOLICA LEGGE DEL CONTRAPPASSO
Pur non stimandolo affatto, credo che Vittorio Sgarbi non andrebbe esposto così. Probabilmente Elisabetta (la quale lo espone di continuo) prova immenso sadico piacere nel farci godere di un personaggio così profondo e impegnato nella cultura italiana.
Forse non tutti sanno che la sorella pubblica sovente suo fratello sofferente.
A quale scopo questa continua esposizione sui social?
Una vendetta celata?
O una sottile e diabolica legge del contrappasso dopo decenni di iper esposizione?
Lasciatelo riposare, non sia mai che si risvegli.
E invece continua ad esibirlo come il fenomeno da baraccone che fu.
(Italien Néandertalien)
#italienneandertalien
26 juin 2026
DIARIO DEL SOLE (Memorie di una bambina)
Caro diario, oggi ancora 38 gradi, giugno. Mamma e papà vedono la TV che dice “è un’ondata, passerà, ma restino a casa anziani e bambini”.
Ma non è vero. Un'ondata sale e scende; qui sale e basta.
Accendono il condizionatore e pensano sia tutto a posto. Salta sempre la corrente in tutto il paese e danno la colpa al comune.
L’Europa è rossa, 10 gradi sopra le medie di quando erano piccoli loro.
I ghiacciai sono già spariti, le foreste muoiono. Presto niente grano, niente frutta. Solo deserto.
Ma alla tv parlano di salvare i “prodotti tipici”. Ma se non c’è acqua?
Molti negano, dicono che il clima è sempre cambiato. Altri si arrabbiano per le pale eoliche perché rovinano il paesaggio!
Ma il paesaggio sta bruciando! Preferiscono petrolio e gas, così moriamo di caldo.
Io non mi fido più di nessun grande. Ho paura: quando sarò grande non ci saranno più boschi, animali, solo caldo e cemento.
Nessuno ascolta noi bambini, il problema è che poi i bambini quando diventano grandi non ascoltano i bambini, e così via. Ci hanno rubato il futuro e ci dicono di metterci il cappello nelle ore più calde.
(A. Battantier, Memorie di un bambino, Frammenti per l'Apocalisse, Mip Lab, 6/26, Maria Sole)
#MIPLab
#memoriediunamore
#memoriediunbambino
#frammentiperlapocalisse
17 juin 2026
IN MEZZO A UNA STRADA: QUANDO FINISCI NELLE MANI DEI FONDI DI INVESTIMENTO (I fondi speculativi raccolgono capitali da fondi pensione e assicurazioni, comprano palazzi a prezzi di saldo, li trattano come asset. Un ceto medio che paga le tasse e riceve in cambio l’elemosina di una settimana in hotel)
Treviso, famiglie normali, affitto pagato, lavoro, figli. Sfrattate. Il padrone? Il Fondo Dora Re, scatola olandese che ha comprato all’asta, svuota, non rinnova, ristruttura, rivende a peso d’oro.
Diritto privato: decreto di rilascio, il Comune alza le mani (“questione tra privati”) e offre una settimana d’albergo. 6000 alloggi vuoti in città: un paradosso che puzza di speculazione, mentre il Comune conta le notti d’albergo come fossero un piano casa.La Costituzione l’hanno festeggiata recentemente a suon di frecce tricolori, ma sulla casa promette e non mantiene un bel niente. C’è chi sventola il Tricolore, chi sventola lo sfratto.
I fondi speculativi funzionano con una semplicità feroce: raccolgono capitali da fondi pensione e assicurazioni, comprano palazzi a prezzi di saldo, li trattano come asset. Non affittano, tengono vuoto perché il mattone si rivaluta più di un canone; oppure ristrutturano al minimo e rivendono, cancellando inquilini come scorie. Sede in Olanda: anonimato, tasse ridotte, impunità.
Gli inquilini hanno armi ridicole: i sindacati (Sunia, Sicet, Uniat) strappano al massimo una dilazione o un contributo per l’albergo – proprio quei sette giorni di elemosina.
La casa popolare? Un miraggio: liste d’attesa bibliche, patrimonio pubblico svenduto da decenni. Esiste un diritto di prelazione in caso di vendita, ma se il fondo non vende e riaffitta a turisti o ristruttura per frazionare, non scatta.
Denunciare, presidiare: la legge sta col capitale. Il Giudice emette, l’ufficiale sgombera, la Polizia esegue. Ormai non serve essere povero, basta non essere abbastanza redditizio. Un ceto medio che paga le tasse e riceve in cambio l’elemosina di una settimana in hotel.
La politica è complice. Se blocchi uno sfratto, violi il diritto di proprietà e i fondi scappano; scontentare il popolo non costa nulla. Finché casa, salute, educazione restano merci, siamo tutti in pericolo.
La prossima volta tocca a te. “Ti piace il capitalismo? Allora investi in vaselina”.
A Treviso un bambino chiede alla mamma perché non può più dormire nel suo letto. Nel frattempo, il fondo Dora Re contabilizza plusvalenze, e il Comune conta i like sui social. Socialismo o barbarie: ormai è solo barbarie, e ce la propinano come libertà.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)
#italiennéandertalien
QUANDO FINISCI NELLE MANI DEI FONDI DI INVESTIMENTO (I fondi speculativi raccolgono capitali da fondi pensione e assicurazioni, comprano palazzi a prezzi di saldo, li trattano come asset. Un ceto medio che paga le tasse e riceve in cambio l’elemosina di una settimana in hotel)
Ho letto un contributo di Natalino Balasso, del resto in tv non se ne parla. Treviso, via Pisa. Famiglie normali, affitto pagato, lavoro, figli. Sfrattate. Il padrone? Il Fondo Dora Re, scatola olandese che ha comprato all’asta, svuota, non rinnova, ristruttura, rivende a peso d’oro. Diritto privato: decreto di rilascio, Comune alza le mani – “questione tra privati” – e offre una settimana d’albergo. 6000 alloggi vuoti in città: un paradosso che puzza di speculazione, mentre il Comune conta le notti d’albergo come fossero un piano casa.
La Costituzione? L’hanno festeggiata recentemente a suon di frecce tricolori, ma sulla casa promette e non mantiene un bel niente. C’è chi sventola il Tricolore, chi sventola lo sfratto.
I fondi speculativi funzionano con una semplicità feroce: raccolgono capitali da fondi pensione e assicurazioni, comprano palazzi a prezzi di saldo, li trattano come asset. Non affittano, tengono vuoto perché il mattone si rivaluta più di un canone; oppure ristrutturano al minimo e rivendono, cancellando inquilini come scorie. Sede in Olanda: anonimato, tasse ridotte, impunità.
Gli inquilini hanno armi ridicole: i sindacati (Sunia, Sicet, Uniat) strappano al massimo una dilazione o un contributo per l’albergo – proprio quei sette giorni di elemosina.
La casa popolare? Un miraggio: liste d’attesa bibliche, patrimonio pubblico svenduto da decenni. Esiste un diritto di prelazione in caso di vendita, ma se il fondo non vende e riaffitta a turisti o ristruttura per frazionare, non scatta. Denunciare, presidiare: la legge sta col capitale. Il Giudice emette, l’ufficiale sgombera, la Polizia esegue. Ormai non serve essere povero, basta non essere abbastanza redditizio. Un ceto medio che paga le tasse e riceve in cambio l’elemosina di una settimana in hotel.
La politica è complice. Se blocchi uno sfratto, violi il diritto di proprietà e i fondi scappano; scontentare il popolo non costa nulla. Finché casa, salute, educazione restano merci, siamo tutti in pericolo.
La prossima volta tocca a te. “Ti piace il capitalismo? Allora investi in vaselina”.
A Treviso un bambino chiede alla mamma perché non può più dormire nel suo letto. Nel frattempo, il fondo Dora Re contabilizza plusvalenze, e il Comune conta i like sui social. Socialismo o barbarie: ormai è solo barbarie, e ce la propinano come libertà.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)
16 juin 2026
GENITORI TOSSICODIPENDENTI E NEONATI (Quando la realtà supera Trainspotting: I numeri raccontano di SerD che si svuotano: duecentocinquanta operatori in meno in pochi anni, millenovecento specialisti che mancano all’appello)
Sul tavolo della cucina, il calzino sinistro di una neonata. Resta lì, senza piede, e la lavatrice ha finito il ciclo da ore. Basterebbe questo a dire tutto, ma i giornali preferiscono le sostanze: eroina, cocaina, metadone venduto all’angolo. La cronaca recente ci consegna il corpo di una bambina e due adulti tossicodipendenti.
Cos’è che uccide? La siringa è l’ultimo anello di una catena che parte da un buio più antico: un disagio mentale che non ha trovato parole, solo polvere.I due che hanno spento Beatrice, quelli che hanno spento Evan, e l’altra, la piccola di qualche settimana fa, non erano mostri usciti da un film. Erano persone che andavano monitorate ogni giorno, non una volta al mese, non quando la tragedia è balzata in copertina.
Perché tante famiglie non sono seguite?
Forse perché costa meno piangere dopo che pagare prima.
I numeri, quando si degnano di uscire dai report ministeriali, raccontano di SerD che si svuotano: duecentocinquanta operatori in meno in pochi anni, millenovecento specialisti che mancano all’appello.
Lo Stato ha annunciato un piano di potenziamento ma i costi lievitano con l’inflazione e con le nuove dipendenze, mentre il personale si dirada: ogni assistente sociale regge un filo, e sotto quel filo l’abisso è più affollato di prima.
La matematica è spietata: più utenti presi in carico, meno braccia e competenza e servizio di qualcuno che bussi alla porta il martedì e anche il giovedì.
Danny Boyle in Trainspotting fece una cosa onesta: inquadrò il soffitto, il silenzio, l’urlo che non esce. Disse: questa è la conseguenza di non scegliere la vita. Ma il cinema ti lascia uscire dalla sala. La realtà no. La realtà entra in casa mentre dormi, e al mattino trovi il calzino sinistro, immobile, e capisci che il peggio non ha bisogno di effetti speciali.
Ho sempre preferito preservare il cervello: unico organo che, a dispetto di tutto, può restare giovane. Giovane significa ancora capace di stupirsi, di non assuefarsi all’orrore. L’abisso è quando un neonato diventa una notizia e poi un’abitudine. Quel calzino respira.
Cerca il colpevole ma cerca anche la causa. La causa è un vuoto di presenza. Una società che ha paura di entrare nelle case dove la sofferenza si trasmette per osmosi, da un braccio all’altro, da una generazione all’altra.
Quanto pesa l’assenza di un assistente sociale in una stanza?
Quanto dista un consultorio da una tomba?
L’amore, da solo, non salva. Amare è istinto, mentre prendersi cura è tecnica, è fatica, è presenza costante. E la presenza costa, sulle carte e fuori. Costa assumere, costa formare, costa non distogliere lo sguardo. Investire nella sanità pubblica significa pagare persone in carne e ossa che possano reggere quello sguardo ogni giorno, non solo inaugurare voci di bilancio che poi l’inflazione si mangia in silenzio.
La culla è vuota ma la lavatrice va ancora. Un bambino muore. Il mondo continua. Questo è il peccato. Lo Stato arriva sempre con i fiori, e con i fondi vincolati scritti in un decreto, e i decreti non assumono.
Mancano braccia, mancano specialisti, manca la testardaggine di trasformare un numero su un report in un operatore davanti a una porta.
Si può essere presenti per qualcuno quando si è già assenti a se stessi? Forse no. E allora, come società, dobbiamo diventare quella presenza.
(A. Battantier, Mip Lab, 6/26)
#memoriediunamore
#memoriediunadipendenza
#MIPLab
COLPA DI TRUMP? TROPPO COMODO
L’Iran ha dato una lezione all’imperialismo sionista e americano. In Europa sono pronti a scaricare tutto su Dodo. Certo, questi cadaveri eccellenti speravano di vincere, credendosi ancora l’ombelico del mondo.
Se Dodo è un coglione, che cosa sono quelli che gli danno ancora retta? A parte complici e servi, intendo. Gli europeisti dal cuore infranto si guardino allo specchio: troveranno sempre un Dodo a rimirarli.
L’Iran, con quattro missili, ha scoperchiato la latrina e adesso è facile singhiozzare “è colpa di Trump, solo sua”, in attesa di nuovi ordini mondiali, illusorie esportazioni di democrazia, altre primavere di bombe.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)
15 juin 2026
SPIGOLANDO QUA E LÀ (Dov'è la disfatta l'Italia chiamò)
L’accordo sul Golfo è un trionfo per l’Iran, una disfatta per noi. In linea con l'andamento del fronte ucraino, ove l’Occidente delle favole si sfalda: la Bulgaria segue l’Ungheria e nega armi a Kiev, 25 Paesi Nato su 32 rifiutano lo 0,25% chiesto da Rutte, la metà dei governi Ue molla le munizioni. Gli Usa ritirano navi e caccia perché Trump ha già fatto pace con Putin. L’ingresso di Kiev nell’Unione non lo vuole quasi nessuno: l’Ucraina è un Paese fallito e corrotto. Aumentiamo gli acquisti di gas da Mosca mentre tagliamo gli aiuti, illudendoci di rivedere i 204 miliardi fra cinquant’anni. I russi demoliscono le infrastrutture, le truppe di Kiev colpiscono bus e studentati senza riconquistare un metro.
E dopo 52 mesi di guerra, scopriamo che serve un mediatore per trattare con Putin, ma non ce l’abbiamo.
L’Iran si tiene Hormuz e l’uranio, Trump ha concluso che l’estrazione mineraria non valeva un marine.
E mi chiedo ancora come l’omino che suonava il piano col pisello abbia potuto raccattare tutti quei consensi, due anni di applausi mentre le armi (quelle effettivamente arrivate) sparivano nel tritacarne ucraino.
Chi chiederà scusa?
Chi implorerà perdono per milioni di famiglie? Ne valeva la pena?
Hormuz è un suk presidiato dai pasdaran, l’uranio iraniano luccica più dei lingotti di Fort Knox, e Dodo spegne le candeline con Putin in videochiamata, brindando a base di petrolio russo ricomprato a prezzi stracciati dalla “debole” Europa.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)
#italiennéandertalien
12 juin 2026
DAL PAPEETE IN POI (Vannacci ha fondato la sua propaganda su un unico tema: REMIGRAZIONE
11 juin 2026
ENERGIA NUCLEARE: CHI PAGHERÀ IL RISCHIO ATOMICO
9 juin 2026
SE LE AUTOMOBILI FOSSERO DEI VASI (Il culto dell’automobile è l’unica religione che ammette il sacrificio umano senza chiamarlo tale)
SE LE AUTOMOBILI FOSSERO DEI VASI (Il culto dell’automobile è l’unica religione che ammette il sacrificio umano senza chiamarlo tale)
Ogni tre giorni a Roma muore una persona investita. Dieci persone al mese. Un bollettino di guerra. Il mio amico Claudio Molto Benvisto propone il paragone del macabro gioco dei vasi, rende bene l’idea: se ogni tre giorni un vaso cadesse da un balcone e spiaccicasse un passante, dopo il terzo vaso butteremmo giù mezza città, alla ricerca del perché e del percome dell’assurda situazione: vento forte, ferro dei portavasi arrugginito o fissaggi lassi, vasi posizionati a bordo senza parapetto, distrazioni durante la pulizia, urto accidentale di animali o persone, mancata manutenzione e materiali degradati (plastica fragile, terracotta crepata), il peso eccessivo o uno sbalzo termico che possono rompere il supporto. In sostanza: incuria e assenza di controlli.
Invece con le auto? "Eh, incidenti". No, sono omicidi stradali con la scusa della distrazione. Ma chiamateli come vi pare, tanto il morto è sempre dalla parte sbagliata.
La verità è che, ad oggi, la strada non è di tutti. La strada è degli automobilisti. Il pedone è un immigrato clandestino sul proprio marciapiede. Il ciclista è un terrorista che osa chiedere 150 centimetri di asfalto.
E intanto le auto parcheggiate invadono i marciapiedi, bloccano le strisce, trasformano le città in un parcheggio a cielo aperto per barelle di lamiere che vengono usate tre ore al giorno.
Il culto dell’automobile è l’unica religione che ammette il sacrificio umano senza chiamarlo tale.
Non vogliamo abolire le auto.
Vogliamo solo che chi guida un pezzo di ferro da una tonnellata smetta di comportarsi come se il codice della strada fosse un’opinione.
Vogliamo che un pirata della strada venga trattato come un pirata, non come un poveretto che “ha avuto un momento di distrazione”. Vogliamo alberi, panchine, bambini che attraversano senza il terrore negli occhi.
A proposito: questa mattina un’automobilista stava schiacciando sulle strisce me e mia figlia piccola. Ci è andata bene. Perché a Roma ogni tre giorni qualcuno muore. E non per un vaso.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)
#italiennéandertalien
#claudiomoltobenvisto
8 juin 2026
(M)INETTI DEI SUSSIDI STATALI
Sconfortante, avvilente: i giornali finanziati da noi plaudono al rinnovo della grazia a Nicole Minetti. Non serve più il fascismo per propinare veline, basta l’assegno dei sussidi statali.
Alla señorita Graciela hanno posto un’alternativa: o schiatti o ti arricchisci. La giudiziosa fanciulla ha optato per la seconda.
Licenziata per aver detto no ai capricci dei padroni del ranch, Minetti rimane intoccabile.
La procuratrice Nanni archivia per non disturbare il Quirinale.
Vogliono processare il direttore del Fatto? Benissimo: il Fatto diventerà il primo quotidiano d’Italia.
Mattarella farebbe meglio a ordinare un’ulteriore indagine su questa professionista intercontinentale: un dibattimento illuminerebbe i festini di Arcore e la la memoria del Cavaliere, che i figli vogliono preservare.
(Italien Néandertalien, 6/26)
#italiennéandertalien




