18 mars 2026

GIORGIA E DODO: LA FINE DI UN AMORE? (E allora cosa fai, Giorgia? Mandi la Garibaldi?)

La vita è strana, un giorno sei lì, al centro della Storia, poi, quello che pensavi fosse un destino, un percorso scritto, diventa un percorso tortuoso con sotto un burrone. Sei convinta di essere il ponte, il punto di contatto, quello che capisce i potenti della Terra.

E invece loro nemmeno ti chiamano prima di buttare bombe. Scopri che per loro sei solo una spettatrice delle loro guerre, ma neanche ti fanno sapere quando cominciano.

E allora cosa fai, Giorgia? Mandi la Garibaldi? Quella nave che se la vedono gli iraniani, magari ci offrono un tè, pensando sia un'asta di beneficenza della Marina. Siamo la barzelletta di un'alleanza, il notaio di un impero in declino che ci considera utili solo per pagare il conto e stare zitti.

E tu stai lì, col microfono in mano, a recitare la parte del leader forte, mentre Bannon, l’ideologo da quattro soldi, ti dà della traditrice perché non vuoi buttarti subito nel massacro.

Ma quale ponte, se dall’altra parte c’è solo un vicolo cieco! Siete tutti lì, Trump con la sua faccia da pesce lesso che gioca a Risiko coi marines, e l’Europa, questo nano burocratico con l’artrosi, che bofonchia condanne mentre i mercati tremano.

E il bello è che ci risucchiano dentro. Parlano di sicurezza, di interessi nazionali, di rotte da liberare. Ma sono solo omicidi, ragazzi. Omicidi programmati a tavolino da gente che non metterà mai un piede in una trincea.

C’è chi sta in alto e chi sta in basso. E noi, con le nostre piccole ambizioni, con la nostra sottomissione a chi urla più forte, siamo complici. Abbiamo scambiato la pace con il silenzio, la dignità con la paura. E loro, i potenti, lo sanno. Contano su questo. Sulla nostra rassegnazione. Sulla nostra incapacità di dire: "Fermatevi, non in mio nome".

E’ penosa questa sottomissione a Dodo, questa rincorsa per un sorriso, per una foto, per una carezza. E guardalo 'sto Trump: tutto muscoli, tutto urla, il maschio alfa che detta legge. E poi arriva Bibi e lui, il grande capo, si mette a fare il cagnolino. Abbassa la cresta, annuisce, ubbidisce. Una marionetta che si inchina al vero puparo. E tu, Giorgia, in questa catena alimentare, dove stai? Sei il pesce piccolo che cerca di accontentare il pesce medio, che a sua volta si piega al pesce grande. E intanto la storia la scrivono loro, i predatori. Noi, col nostro cerino in mano, aspettiamo che la fiamma ci bruci le dita. Un teatrino grottesco, dove ognuno recita la parte del servo, sperando che il padrone di turno non gli tagli la razione di guerra. Un ammasso di vigliacchi, ecco cosa siamo.

(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 3/26)


#italiennéandertalien

#MIPLab 




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