Sperimentare come un detersivo, un software, un vaccino. Peccato che il vaccino sia un ragazzo di Catanzaro, una ragazza di Saragozza, un padre di Lipsia. Peccato che il laboratorio sia una trincea. La parola “sperimentare” andrebbe riservata ai collaudi, non ai cimiteri.
Repubblica spinge per la guerra perenne, con soldati e soldatesse europei.
Non i suoi. I nostri. I figli degli altri, preferibilmente poveri, preferibilmente lontani.
Nella guerra vera si muore. Non vanno mai i figli di chi invita ad andare. Vanno i figli di chi non ha una rubrica, un editoriale, un talk show. La guerra è un lusso per chi non la fa.
Queste posizioni guerrafondaie, fortunatamente, non incontrano il favore della popolazione. La propaganda martella, ma la gente non compra. Resta un barlume di pensiero critico, autonomo, non omologato. È l’unica cosa che mi conforta. Il lavaggio del cervello non ha fatto presa. Non ancora. È bello che esista ancora qualcuno (molti direi!) che non applaude.
Come si può pensare di “provare a gareggiare” con le vite umane? Gareggiare. Come fosse un’olimpiade, un quiz, un campionato.
La guerra non è una competizione. Se proprio volete una competizione, fate una gara di bugie: Repubblica vince a mani basse.
Del resto Repubblica si allinea alle posizioni del centro-sinistra, che è più guerrafondaio del centrodestra. Secondo me ci vuole un bel campo largo, allargato. Anzi, allarghiamolo ancora.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 8/26)
#italienneandertalien

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