3 sept. 2026

LA MORTE DELLA SANITÀ PUBBLICA (le armi uccidono ma non sono mai state così bene)

Se ne muore la sanità pubblica, ma non ditelo ai ministri: sono impegnati a comprare armi. 

L’Italia è sotto la media Ocse, con 1.013 professionisti in meno rispetto alla media dei Paesi europei. 

Siamo nelle retrovie: davanti a noi Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia, Spagna. Dietro restano solo alcuni Paesi dell’Est e del Sud. 

Eppure per i missili i cordoni della borsa si aprono con la stessa velocità con cui si chiudono i pronto soccorso.

Quindici anni di erosione, 36,1 miliardi di voragine. Questo governo ha fatto un passo avanti: non ha solo scavato, ha minato il terreno. 

L’Unione europea piange lacrime di bilancio per un letto d’ospedale, ma per un carro armato stacca assegni da capogiro. 

La filosofia è semplice: il paziente è un costo, il soldato è un investimento. Se muori in corsia, è colpa del destino; se muori in trincea, sei un eroe. 

Cartabellotta lancia un invito a cambiare rotta: servono risorse, personale, uniformi. Risposta del governo? Un nuovo sottomarino nucleare. 

Solo in Italia il poligono è aperto 24 ore e il pronto soccorso chiude. Io non mi fido di chi spende miliardi per uccidere e non ha un euro per guarire. 

(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 9/26)

#italienneandertalien 
#MIPLab 

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