11 oct. 2026

DELLA GUERRA I POPOLI PAGANO SEMPRE IL CONTO

Scrive Michele Serra su Repubblica, a proposito del programma da condividere nel centrosinistra: “La sola questione politica che ha avuto grande rilievo sui giornali e nei talk è stata il riarmo dell’Ucraina, forse l’unico punto rilevante di dissenso.”

Serra caro, intanto il programma lo scrivono i missili: ogni euro al riarmo è un euro in meno a corsia, aula, biblioteca. Spendiamo in guerra e piangiamo poi per il pronto soccorso.

Il consenso bellicista inesistente (pompato dai mass media) porta a tagliare i reparti in ospedale. E i cannoni non migliorano la scuola, a meno che non la vogliamo vedere come una battuta adolescenziale.

L'Europa sta comprando morte a rate con i bambini senza pediatra. In attesa gli fanno questi giochetti: guarda il dito: riarmo sì, riarmo no. La luna è l'ospedale che chiude.

Si continua ad ammazzare, a preparare scenari di guerra, intanto il welfare è finito.

Il programma?
Eccolo servito: bombe a colazione, tagli a cena.

Si continua a discutere la leadership mentre la sanità muore e la scuola affonda.

Purtroppo la guerra è una bugia che costa; i servizi pubblici una verità che non vogliono pagare.
Ogni missile è una cattedra in meno.

Ricordiamoci che della guerra i popoli pagano sempre il conto. Il problema non è chi guida la coalizione. È che la coalizione non deve finanziare la guerra.

La pace è una voce di bilancio. Se togli a scuola e salute per dare all'esercito, non fai politica: fai contabilità da becchino. Prima il programma? Sì: pane, cure, istruzione. Il resto è rumore di cannoni.

(Andrea Battantier, Italien Néandertalien, 10/26)

#italienneandertalien

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