27 déc. 2025

LA RIFORMA DELLA CORTE DEI CONTI (Il 70 % del maltolto rimane di proprietà del ladro, per diritto di averlo rubato con astuzia. Il resto, spetta a noi stronzi che paghiamo le tasse!)

Tra il 27 e il 29 dicembre, mentre tutti siamo distratti tra panettoni e cenoni, arriva un bel regalino.

La Corte dei Conti è l’organo che -fino ad oggi- controllava se un politico faceva il furbone e, nel caso, si rifaceva dare indietro i soldi. 

Ora, il governo ha pensato: "Questa storia del 'dammi indietro i soldi' non mi piace. Che facciamo?" 

Presto detto. Hanno limitato il risarcimento! Al 30%! O al doppio dello stipendio! Il resto, spetta a noi stronzi che paghiamo le tasse. 

È come se io entrassi in una casa, rubassi il televisore, mi beccano, e il giudice dice: “Restituisci solo il telecomando. Il resto lo paga il proprietario della TV". 


Faranno controlli preventivi. Significa dare il via libera prima di spendere. Come dare la patente a un pilota basandosi sul suo bel sorriso, senza mai fargli guidare un aereo. Poi l'aereo si schianta, ma -vuoi mettere!- il sorriso era perfetto, il controllo preventivo era a posto. E per lo schianto? Pagano i passeggeri. O meglio, i loro eredi.

La "spesa pubblica" sono soldi dei cittadini. "Pubblico" in Italia è un termine vago, impersonale. 
Se dicessero "i tuoi soldi che ti abbiamo preso dalle tasche, dal tuo conto, con le tue tasse", forse la gente si incazzerebbe di più. Invece no: "spesa pubblica". Sembra una cosa che cade dal cielo. 

Vogliono mettere a tacere i noiosi controllori. La "presunzione di correttezza". Lo decidono i politici, riformando i guardiani della cassa. Lo fanno tra Natale e Capodanno, mentre tutti guardano fuochi d'artificio e ricordano l'anno passato (o cercano di dimenticarlo). È un bel momento, silenzioso. Nessuno sente il rumore sordo delle garanzie che crollano. 

Rubano, restituiscono una parte decisa da loro stessi. Il 70 % del maltolto rimane di proprietà del ladro, per diritto di averlo rubato con astuzia. 

Questa "riforma" la chiamerei "licenza di arraffare, edizione limitata". Del resto, se l'organo di controllo viene reso inefficace da coloro che dovrebbero controllare, allora non c'è più controllo e non puoi provare che ci siano irregolarità.  

È una volgarità calcolata, una cinica redistribuzione dell'onere dal colpevole verso l'innocente, non è nemmeno corruzione grezza, è corruzione raffinata, istituzionalizzata, legiferata. 

Tagliare i controlli successivi è il sogno di ogni cleptocrate, l'equivalente amministrativo dell'immunità diplomatica per un serial killer. 

Il danno non è più un evento da accertare, ma un mero rischio statistico, una variabile da scaricare sul cittadino fesso che crede ancora nel contratto sociale.

Perché non sono sorpreso? Perché resto lucido e freddo, disincantato? 

Tutto questo parlare di soldi, di controllo, di interesse pubblico non ha più un senso in Italia. In una società dove ogni legame si è dissolto, anche il furto dello Stato verso il cittadino perde il suo pathos tragico. 

I politici sono una specie diversa, più adatta. Hanno sviluppato l'enzima per digerire il denaro pubblico senza nausea. 

La riforma della Corte dei Conti è solo un adeguamento normativo a questa realtà evolutiva. 

Il cittadino paga il 70%? È la sua tassa per non essere entrato nel club del parlamento. Per non essersi adattato ai tempi.

Hanno deciso che i controlli dopo non servono. Servono prima di fare il danno. E come fai a controllare un danno che non c'è ancora? Appunto. Dando il via libera. Quindi il via libera serve a non controllare il dopo, a non poterlo fare con efficacia. E se poi il danno accade paga il cittadino.

I guardiani della Corte firmeranno un attestato di buona condotta per i ladri. E se protesti, sei un rosicone. 

Questa riforma trasforma il reato in tariffa: Sconto del 70% per i soci del Parlamento!

(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 12/25)


#italiennéandertalien 
#MIPLab 


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