2 févr. 2026

LA SANITÀ PUBBLICA È IL MIGLIOR INVESTIMENTO PER LA SANITÀ PRIVATA

Per non farti sentire mai solo, ti assegnano un amico invisibile che si chiama Lista d’Attesa. Ci fai amicizia, ci prendi confidenza. “Ci vediamo tra un anno, per la risonanza”, e tu già ti prepari, metti da parte i soldi per la cena dopo la visita. Che forse non ci sarà mai, perché schiatti prima. 

È un rapporto duraturo, di quelli che ti segnano. Una promessa d’amore pubblica. Che forse si consumerà in privato. Pagando. Ma è pur sempre amore.

Funziona così. Il medico del pubblico ti dice “Aspetta”, e poi ti passa il bigliettino col numero del suo studio privato.
È legale! Tu stai male, lui sta facendo soldi, e lo Stato fa finta di non vedere. 

La legge dice una cosa e ne fa un’altra. Il decreto 229 del ’99 sta in una stanza dei documenti segreti: 

“L’attività libera professionale non può superare quella istituzionale”. 

Che bella frase. È come dire “la cocaina non dovrebbe ucciderti”. Intanto, guarda i dati: 98%, 90%, 85% attività privata. Sono percentuali da orgasmo, per un capitalista. La Legge è la miglior copertura per un crimine che va in onda in prima serata, tutti i giorni, negli ospedali.

Hanno trovato il Santo Graal. Hanno inventato il problema perpetuo che alimenta la soluzione a pagamento! È come vendere sia l’antidoto che il veleno, ma essere anche il dottore che ti fa l’iniezione. 

Le liste lunghe non sono un errore, sono una caratteristica del sistema! 

“Guarda che bello, la lista è lunga solo un anno! Quest’anno abbiamo un ottimo raccolto di liste!”. 

E il cittadino paga. Due volte. Con le tasse per il sistema che non funziona, e con i contanti per il medico che il sistema lo bypassa. È la truffa perfetta. 

La povera Giuliana, con la sua gamba che le faceva male, aspettava, aspettava. Sulla sua ricetta c’era scritto “Programmata”, traducibile “Forse un giorno, forse mai”. 

I dottori, bravi scienziati tutti, hanno scoperto che il tempo può essere piegato: un giorno in lista d’attesa pubblico può essere convertito in un’ora nello studio privato, con un semplice trasferimento di denaro. 

Il Rizzoli è l’undicesimo al mondo per ortopedia, e il primo al mondo per creare code interregionali. La sanità pubblica è il miglior investimento per la sanità privata. 

Del resto, per ridurre le liste d’attesa, la legge dice ai medici pubblici di non fare troppa attività privata. Ma più le liste sono lunghe, più l’attività privata è redditizia. 

Quindi, per essere un bravo medico che segue la legge (e riduce le liste), dovresti rinunciare a soldi facili. 

Ma, alla fiera dell'est, se rinunci a soldi facili, come fai a pagare le tasse che finanziano l’ospedale pubblico che non riesce a ridurre le liste? 

L’unico modo per rispettare la legge è infrangerla. Chi è pazzo, qui? Io, che aspetto, o loro, che hanno scritto il sistema?

È una squallida, lucidissima simbiosi. Una frode di Stato aerosolizzata, inalata ogni giorno da milioni di persone che chiamano il CUP. 

L’odore di clinica privata e di disinfettante scaduto del pubblico si mischiano in un unico fetore: il profumo del denaro. Humanitas, con il suo +15,5 milioni nella parte privata, è il ritratto dell’avidità contemporanea: elegante, pulita, impeccabile nei bilanci, e moralmente putrefatta. 

Usano i medici pubblici come apostoli per predicare il Vangelo dei Pagamento Diretto. La "commistione" di cui parlano non è un errore: è l’intero, lurido progetto.

In Italia l’individuo è solo, il suo corpo è una macchina che si rompe. Lo Stato è una macchina più grande, che si è rotta prima della sua. 

L’unica relazione autentica che gli rimane è quella economica: trasferisci denaro, ricevi una visita. 

Le liste d’attesa infinite sono il modo più onesto che il sistema ha trovato per dirti che non sei nessuno. 

Se vuoi essere qualcuno, devi pagare. È il mercato che estende la sua logica all’interno del corpo stesso. La depressione non è più una malattia, è una condizione pre-operatoria.

È un racket legalizzato. Hanno preso il patto sociale -io pago le tasse, tu mi curi- e ci si sono puliti il culo. 

E il paziente è il pollo da spennare. Che sia un anziano con l’anca o una donna con un nodulo, non importa. L’importante è che il flusso di denaro non si fermi mai. 

L’ipocrisia di questo sistema è surreale. Si compiacciono da soli, tra bilanci e decreti, mentre fuori la gente sceglie tra la rata del mutuo e l’ecografia (il problema è che molti preferiscono l'iPhone ultimo modello. Ma questo è un altro discorso)

Mentre leggiamo queste cifre -10 miliardi, 98%, 46%- la televisione di Stato e i suoi talk show parlano del delitto di Garlasco, del Ponte sullo Stretto e degli “incidenti” di piazza.

Sono i depistaggi narrativi perfetti per non farci mai, mai guardare il buco nero in sala operatoria: la sanità pubblica dissanguata per nutrire quella privata. 

Parlano di Niscemi solo quando esplode, del lavoro quando scioperano, delle pensioni quando è troppo tardi. 

Perché il problema vero, quello strutturale, il “circoletto vizioso” dei soldi, quello è noioso, è complicato, fa cambiare canale. 

E invece è lì il trucco di magia: mentre guardate il piccione morto sulla piazza, vi hanno svuotato le tasche e la barella.

(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 2/26)

#italiennéandertalien 
#MIPLab

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire

Remarque : Seul un membre de ce blog est autorisé à enregistrer un commentaire.