E i processi stanno come i gatti sulle pietre calde al sole: aspettano. Si prendono una prescrizione, una improcedibilità, un conflitto di attribuzione, un rinvio tecnico e aspettano.
Spiegavo la Santanchè ad un'amico tedesco, convinto che lei fosse una specie di femminista (non so dove l'avesse letto!).
È una -per capirci- che di Silvio Berlusconi ha detto tutto e il contrario di tutto: che era un maschilista da combattere, che era il padre di tutti noi, che le donne gliele offrivano su un vassoio, che lui doveva farsi una ragione dei suoi problemi con le donne.
Alla fine è finita in un governo che dice di voler fare le riforme, di voler sveltire la giustizia. E la giustizia, intanto, per lei, è diventata un meraviglioso fermo immagine. Un'udienza rinviata di otto mesi. Poi un'altra. Poi la Consulta, i conflitti di attribuzione, il Senato che fa da scudo.
È come quando giochi a nascondino con un bambino piccolo e lui si mette le mani davanti agli occhi pensando di essere invisibile. Noi siamo quel bambino. E la giustizia è quella che ci vede benissimo, ma fa finta di niente per non farci piangere.
Centoventiseimila euro. È il costo di una presunta truffa all'INPS, soldi pubblici, la cassa integrazione per i dipendenti durante il Covid.
Gente che doveva stare a casa e forse, secondo l'accusa, lavorava in nero per la Visibilia della ministra.
Ora, io non so voi, ma quando penso alla cassa integrazione nel 2020, penso ai miei amici, ai parenti, a gente in ansia con la busta arancione, a chi aveva paura di non arrivare a fine mese.
E scopro che qualcuno, al governo, quel congegno pensato per non far sprofondare il Paese, forse l'ha usato come un bancomat personale.
E non solo: ha anche il tempo e i mezzi per impedire alla giustizia di fare il suo corso. Perché quello che vediamo qui non è un processo, è una dimostrazione pratica di come funziona il potere in Italia. Un manuale di sopravvivenza per la classe dirigente.
Se tu politico commetti un presunto reato e vieni scoperto, i tuoi avvocati trovano un cavillo procedurale (delle intercettazioni, delle mail, "non avevano chiesto il permesso al Senato!").
Il Senato, dove siedi tu, si erge a difesa della tua "prerogativa" e fa muro contro i giudici. Si trascina tutto in Corte Costituzionale. Nel frattempo passa un anno, due, tre. Il processo si congela. E quando si scongela, magari è prescritto, o è cambiato il governo, o ci siamo scordati tutti.
I pm che dicono: "I dipendenti in cassa integrazione lavoravano". E le difese: "No, sono solo documenti, non valgono". È una farsa. È come se uno ti rubasse il portafogli, la telecamera lo riprendesse, e il suo avvocato dicesse: "Sì, ma la telecamera non era autorizzata dal condominio, quindi i soldi sono del mio cliente".
In questo Paese, funziona così. Lo chiamano garantismo, quando sei tu al potere. Quando è l'opposizione, è ostruzionismo.
Lo chiamano difesa della libertà, quando sei tu l'imputato. Quando è un immigrato qualsiasi, è burocrazia.
Santanchè è un monumento all'opportunismo, una specie di eroina nazionale dell'ipocrisia. Ha dato lezioni di femminismo, salvo poi diventare la paladina del partito che considera il femminismo una roba da radical chic.
Ha detto che il tempo delle Minetti era finito, e poi ha governato con chi quelle serate le organizzava. Ha detto che le donne si offrivano a Berlusconi, e poi ha giurato fedeltà al suo ricordo.
Ha detto "non ho mai detto una parola contro di lui", e noi abbiamo le prove che sì, le aveva dette, eccome. Ma va bene così. In Italia, la memoria è un optional, specialmente se hai una poltrona da difendere.
Mentre la sua udienza slitta, mentre il meccanismo si inceppa apposta, mentre i tempi si allungano sempre più, lei sta lì, al Ministero, a fare la ministra.
A tagliare nastri, a dire "ce la faremo", a dispensare ricette per il rilancio del turismo, mentre il suo stesso rilancio personale poggia su fondamenta di carta velina e cavilli legali.
È la sintesi del nostro ceto politico: imprendibile, scivoloso, sempre in bilico ma mai in caduta. Perché in Italia, cadere è per i poveracci. Per i ricchi e i potenti ci sono sempre delle reti: il partito, gli amici, il Senato, la Consulta, il tempo che lavora per loro.
La richiesta di processo è del maggio 2024. Siamo a febbraio 2026. Non si è ancora concluso niente. Ogni tot mesi: "Il ricorso del Senato", "Il conflitto di attribuzione", "L'udienza congelata".
Il sistema Italia è una macchina perfetta per non punire mai i suoi figli migliori. È una monarchia assoluta, ma senza il re, con mille principi e principesse che si spartiscono la torta e si proteggono a vicenda.
Non so come andrà a finire per la Santanchè ma so già come andrà a finire per noi: saremo un po' più stanchi, un po' più rassegnati, un po' più convinti che tanto, è inutile quando vedi una ministra che se ne frega dei processi, che li usa come un gioco dell'oca per tornare alla casella di partenza.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 2/26)
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