28 mars 2026

HOLLYWOOD (POI C'È LA REALTÀ)

L’America continua a pensare che la realtà funzioni come a Hollywood: il “bravo” (cioè loro) vince sempre, il “cattivo” cade, e tutto si sistema in un paio d’ore. Infatti di solito sono film di merda.

Poi c'è la vita vera.

Quando sono andati in Iraq e in Afghanistan, non è finita come nei film. Epperò invece di dire “abbiamo sbagliato”, hanno fatto finta di niente, come se quei disastri fossero scene tagliate dal copione.

Ora si ripete la stessa storia con l’Iran. Trump e Netanyahu si immaginavano una passeggiata: qualche aereo, un paio di esplosioni, e il popolo iraniano che li acclama.

L'Iran non è un set cinematografico. Hanno risposto con missili veri, e hanno fatto vedere che la loro difesa non è di cartone.

Il problema è che se continui a trattare la realtà come un film, alla fine arriva lo schiaffo. E lo schiaffo sono le navi attaccate, le basi militari colpite, e tanta gente che soffre.

Usare la guerra come se fosse un videogioco non porta da nessuna parte, se non alla distruzione.

I popoli non vogliono essere liberati da un eroe con gli occhi azzurri, figuriamoci da un pagliaccio e da un nano assassino.

Quello che sta succedendo è il tentativo di qualcuno di rimanere potente con le cattive, perché con le buone non ce la fa più. Ma il gioco sta finendo.

La pace non si fa con i colpi di scena. Si fa parlando, anche se è noioso. Molto meglio un dialogo noioso che un finale “spettacolare” dove a pagare il prezzo sono sempre gli altri.

(A. Battantier, Memorie di un adolescente, Mip Lab, 3/26, Luca P, Luca M, Valerio Fungo, Vitto kii, Lucrezia)


#MIPLab
#memoriediunadolescente
#italiennéandertalien

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