Intanto, la vera regina non è lei. Si chiama Marina. La figlia di Silvio. Non siede in Parlamento, non ha mai preso un voto. Però controlla quasi metà dei giornali e delle tv. È azionista. Potrebbe far cadere il governo quando vuole. Meloni lo sa. E finge di non vedere.
Forza Italia non è un partito. È roba dei Berlusconi. Da trentadue anni comandano. Un record.
Come ci siamo arrivati? Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, furono loro, alla fine degli anni Ottanta, a stringere quel patto. Socialisti venduti, imprenditori senza scrupoli. Lo Stato diventò un supermercato. Si poteva (continuare) a saccheggiare. Da allora, l’idea è rimasta. La morale pubblica è stata manipolata. Accettiamo scandali, etica buttata via, come fosse normale.
Oggi Marina decide. Non è eletta. Non è ministra. Non è segretaria. Eppure tiene il partito al guinzaglio. Chi ha preso voti, obbedisce a chi non ne ha presi. Questo è il quadro.
La sinistra? È (ancora) malmessa. Prova, lentamente, farraginosamente, a reagire. Meloni butta lì la data, giugno
Intanto, la gente stancamente guarda. Le fabbriche e i negozi chiudono, i salari non salgono, e loro giocano a poker con il paese.
La vera domanda non è chi vincerà le elezioni. È perché continuiamo a concedere il potere a questo pattume immorale; siamo nelle mani di chi abbiamo scelto.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 3/26)
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