Le dimissioni di Del Mastro e della Bartolozzi, se non fossero tragiche, sarebbero comiche. Fino a ieri erano le sentinelle della virtù armata. Oggi, dopo il terremoto del NO, diventano “rami secchi” da potare. Scrive Marco Travaglio: “I Bisnonni hanno scritto la Costituzione….i Nipoti l’hanno salvata”. Ecco il punto. Ieri la premier s’è svegliata e ha scoperto di avere degli impresentabili al governo. Ma allora tutte quelle chiacchiere su Borsellino, la legalità, la lotta alle mafie erano solo fregnacce? Se c’è il sostegno degli elettori, va bene pure Senese in persona?
Meloni spera di uscire dal pantano apparendo come la “potatrice” dei rami secchi. Vedete? Ora che mi è data la possibilità, faccio piazza pulita. Ma il punto è un altro: che il 46% dei votanti abbia ancora creduto alle pagliacciate del circo meloniano sostenuto dai soliti poteri marci di edicole e reti unificate, questo sì che è il vero dramma.
Meloni è così irata che è passata dall’essere Maria Antonietta a Maria la Sanguinaria. Rotoleranno teste grazie al patibolo referendario. Ma quel 46% è la realtà in cui viviamo.
Ma chi vogliono prendere in giro? “Sensibilità istituzionale”? Sensibilità istituzionale è quella che ti viene quando ti pisci addosso dalla paura, non quando scopri che il tuo ministro ha truffato l’INPS. È cacarella, pura e semplice. Non è virtù, è diarrea istituzionale.
E questi dovrebbero gestire la crisi economica con pochi precedenti? Con la “diminuzione verticale del potere d’acquisto”? Non hanno più le armi di distrazione di massa: l’immigrazione, l’odio contro i magistrati, il gender. Sono armi spuntate. Adesso devono spiegare agli italiani perché staranno peggio di quando lei urlava con le vene del collo gonfie. E la domanda più importante: verrà creduta?
Meloni si trova in un vicolo cieco. Per dimostrare la sua “onestà” (ah ah!), deve far dimettere chi ha difeso fino a ieri. Ma se l’ha difesa fino a ieri, dimostra che era disonesta anch’ella, madamigella. Ora Santanchè deve andarsene perché il vento è cambiato. Non per etica. Per meteorologia politica.
Dopo la vittoria del NO, Conte, Schlein, Bonelli e soci non ci vengano a dire che “non hanno ancora preparato un programma comune”. Avete appena vinto il referendum più importante degli ultimi anni, avete il governo in ginocchio, i sondaggi vi danno ragione e non avete un governo ombra? Non avete un’alternativa?
Intanto i sondaggisti, con la solita faccia di stronzio, continuano nei talk-show a sfornare cifre farlocche. Hanno sbagliato tutto. Hanno preso una sberla dai numeri di pietra usciti dalle urne. Ma loro sono li, arrampicati sugli specchi, a spiegare che “l’errore era nell’interpretazione”. Non è un errore, è un’industria. L’industria della menzogna previsionale. E la cosa preoccupante che viene ignorata nel tripudio della festa è proprio quel 46%. Non mi capacito che ci sia una percentuale così alta di chi ha creduto a certe baggianate stellari. Vuoi per partigianeria, ma anche, e forse peggio, per convinzione.
Il governo deve gestire la crisi economica senza il suo principale asset: la propaganda identitaria. Il “brand” Meloni era basato sull’odio, ma l’odio non fa lievitare il pane. Ora che il carrello della spesa pesa come un macigno, le bandiere sventolano a vuoto. E la sinistra? Speriamo che l’esito referendario le faccia capire che deve liberarsi di quei pesi ingombranti, di quelli che nulla hanno a che fare con le brave persone e servono soltanto a qualcuno per intralciare la crescita. Devono finirla di prendere per il culo la gente.
Meloni chiede “sensibilità istituzionale” a una che ha truffato l’INPS.
Mi viene in mente una rielaborazione del pensiero che i soldati scrissero per il Maresciallo Monsieur de La Palisse, morto in battaglia, ma riferita a Meloni “Un quarto d’ora prima di morire era ancora in vita!”. Poi sono arrivati i risultati del Referendum. Meloni chiede alla Santanchè di dimettersi oggi. No, non è virtù apparsa improvvisamente, è cacarella.
Hanno passato anni a dirci che i magistrati erano il nemico, che la Costituzione era un intralcio. Poi, di fronte al voto, scoprono che la Costituzione è una coperta di Linus. Ma è troppo tardi. Ora dovranno passare un anno e mezzo al governo, in pieno bailamme, senza più nemmeno il piacere di dare la colpa agli altri. Di chi sarà la colpa, questa volta? Dei marziani?
È la profanazione. È la constatazione che una gran parte del paese ha scelto di spegnere la fiction in tv, nonostante la realtà faccia tanto male. Adesso, nel vuoto lasciato dalla sconfitta, rimane solo il silenzio imbarazzato di chi, fino a ieri, scommetteva sulla dittatura della maggioranza e si ritrova a fare i conti con la democrazia.
Mentre le iene politiche si sbranano tra loro e i sondaggisti continuano a mentire, l’Italia scopre di avere una Costituzione. L’aveva dimenticata in un cassetto, insieme alla dignità. Ma grazie al referendum, i “nipoti” l’hanno salvata. Hanno detto No. Non per amore della giustizia, forse, ma per la nausea verso chi la giustizia la voleva piegare.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 3/26)
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