30 avr. 2026

ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO (come si cambia per non morire)

I commando più amati al mondo preferiti hanno sequestrato la Global Flottilla.

Dall’Italia, sorprendentemente, ecco Meloni. Tuona. Dice parole grosse: “Rilasciate subito i nostri italiani!”. Grinta, carattere. Per una volta, sembra un primo ministro vero.

Epperò, mentre parla da sovranista, il suo governo vota contro la sospensione dell’accordo UE-Israele. Rinnova (non in automatico, scelta sua) l’intesa Italia-Israele. Blocca ogni sanzione. Urla “basta!” con la bocca, ma con le mani firma assegni in bianco ai carri armati.

L’Europa avrebbe potuto strozzare Netanyahu con un solo accordo commerciale. Invece l’Italia ha preferito dare il pollice verso. Risultato: Israele si sente autorizzato a spadroneggiare ancor di più.

Il diritto internazionale a volte esiste, a volte no. Oggi esiste perché fa comodo a Meloni fare la voce grossa in campagna elettorale. Tajani annuncia che “ci stiamo pensando”. Se interviene anche lui (ma fino a un certo punto), per Israele è finita. O no? Mi sto confondendo. Questa evidentemente è la volta sì.

Siamo al punto che la posizione più ferma contro Israele la prende un governo che fino a ieri chiamava Gaza “un problema di ordine pubblico”.

Meloni ha fatto una cosa buona: ha mostrato al mondo l’ipocrisia europea. Dice “liberate i miei” ma tiene i rubinetti commerciali aperti. Dice “diritto internazionale” ma in Europa ha messo il veto sulla sospensione dell’accordo.

Minaccio ma non mi impegno: è la politica del pugno di burro. Sembra duro, ma al primo sole si squaglia.

(A. Battantier, Italien Néandertalien, 4/26)

#italiennéandertalien 


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