Il Teorema di Tajani prevede la capacità di vedere un dito marcio a chilometri di distanza mentre si inciampa in una Luna fatta di corpi umani. Qui non si tratta di essere atei o credenti. Si tratta di non essere ipocriti. Il Ministro Tajani si è svegliato stamattina indignato per il naso rotto di una statua. Lodevole. Ma la domanda è: Ministro, e le ossa vere?
Nel Libano occupato un soldato israeliano un Gesù di gesso. Apriti cielo! Telefonata a Gerusalemme! Gideon Sa'ar si scusa, dice "Oh mamma mia, gesto vergognoso, contrario ai valori". E Tajani si placa.
Valori? Quali valori? Quello di contare i chiodi sulla croce di gesso ma non i sacchi bianchi che contengono bambini smembrati? È la difesa dell'iconografia, non dell'etica. È la teologia del souvenir!
Da una parte c'è un selfie blasfemo. Dall'altra c'è Gaza. La Luna, per restare in metafora. Una Luna di polvere e silenzio dove 20.000 bambini non piangono più. Per le bombe, i cecchini, per la fame.
Il Governo italiano, campione di sensibilità etico-religiosa, ha scoperto l'acqua calda: rompere le statue è male, brutto! Grazie al cielo c'è Tajani a ricordarcelo. Peccato che la Corte Penale Internazionale non abbia il suo numero di telefono quando si parla di crimini di guerra. Per quelli, il telefono è sempre occupato a mandare armi.
Tajani è affetto da una miopia selettiva galattica. Vede il graffio sulla cornice ma non il buco nero al centro del quadro. Ci si commuove per il calco di un martirio di 2000 anni fa per non dover affrontare il martirio in diretta streaming di oggi. Ci vuole molto meno coraggio a scrivere una nota di protesta per un sacrilegio che a fermare un genocidio.
E mentre Tajani si complimenta con Sa'ar per la "severa indagine" su chi ha preso a calci il sacro gesso, si continuano a contare i corpi estratti dalle macerie con le mani. Se questa è civiltà cristiana, allora dio m'è testimone che preferisco la compagnia dei cani randagi di Gaza. Almeno loro, quando abbaiano, lo fanno perché hanno fame. I nostri governanti abbaiano per un dito rotto mentre una luna intera viene oscurata.
La prossima volta che sentite parlare di "valori offesi", chiedetevi: "E il resto? Che fine ha fatto il resto?" Se Dio ha uno sguardo, come dicono, quello sguardo oggi non è su una testa di gesso nel fango del Libano. Quello sguardo è su un bambino di Rafah che, silenzioso, guarda la sua ciotola vuota. Ed è uno sguardo che i Tajani di questo mondo si rifiutano categoricamente di incrociare. Preferiscono guardare il dito. Fa meno male, fa più notizia, e soprattutto, non fa perdere voti (ma spero sempre che ne perdano moltissimi).
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 4/26)


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