Avete presente L'urlo di Munch? Sostituite il ponte con lo Stretto di Hormuz, il cielo infuocato con un dazio di Trump al 40%, e il tizio che urla con Giorgia Meloni aggrappata a un canotto sgonfio marca "Sovranità 2.0". È l'immagine del governo italiano, aprile 2026. Altro che "Fase Due", qui siamo alla fase del "chi cazzo ha staccato la spina?".
Ora, galleggia con un canotto bucato nel bel mezzo dello Stretto di Hormuz, mentre la benzina schizza a cinque euro al litro e i suoi ex amici americani le rispondono al telefono con una risata agghiacciante registrata. Lei diceva: "Io non galleggio". Puoi anche agitare le braccine e gridare "Dio, Patria e Famiglia", ma se intorno c'è l'acqua alta e lo scenario internazionale è scritto da un Dodo sotto anfetamine, il galleggiamento non è strategia politica, è principio di Archimede: Un corpo immerso in un governo riceve una spinta dal basso pari al peso del cazzeggio spostato.
Una signora voleva cambiare l’Italia. Si svegliava presto, beveva il caffè e scriveva sui social: "Fase Due". Dice la Signora: "Non sono qui per galleggiare". Ma caro Presidente, con tutto il rispetto, a volte il destino è beffardo.
E l’economia? Il PNRR è finito. Come il vino a una festa di matrimonio alle tre del mattino. Rimangono i bicchieri sporchi e un forte mal di testa. L’FMI suggerisce prudenza. Il governo risponde abolendo un’accisa sulla carta igienica. Gli ultimi spicci del PNRR li hanno usati per comprare le risme di carta per scrivere la Legge Elettorale. L'unica riforma sopravvissuta. È una pianta grassa che cresce solo perché concimata dalla paura di Salvini e Tajani di perdere il vitalizio. La stanno scrivendo con la stessa gioia con cui si redige un testamento. Salvini non la vuole, Tajani neppure, ma nessuno ha il coraggio di alzarsi dal tavolo perché, si sa, la pensione dei parlamentari scatta solo il prossimo aprile. Ed è più facile governare un paese allo sbando che rinunciare all’assegno vitalizio.
"Non toccate il premierato! Non toccate la Giustizia! Governare un paese allo sbando è faticoso, ma rinunciare a 5.000 euro netti al mese per aver fatto il tappezziere in commissione Trasporti? Quello è eroismo da partigiani."
Andiamo a Parigi dai "Volenterosi". Ma come? Fino a ieri Macron era un mangia-baguette con la sciarpa, oggi è diventato il bagnino? "Monsieur Macron, la prego, mi passi un salvagente." Ora è diventato l’unico appiglio, perché di là dall’Oceano c’è un altro che sposta portaerei con l’umore di un influencer capriccioso.
La diplomazia sotterranea è attiva, dicono a Palazzo Chigi. Immagino: tubi di metallo che passano sotto l’Atlantico con messaggi in codice scritti a mano da Giorgetti. Nel frattempo, a Washington, Dodo (con il quale i rapporti sono ai minimi storici) sposta portaerei per dispetto; tu gli mandi messaggi in codice con Giorgetti, che infila un bigliettino in un tubo di metallo che attraversa l'Atlantico. "Caro Donald, ti prego rispondi. Firmato: L'Italia che non conta un cazzo se non come parcheggio per la Sesta Flotta".
E in patria? La manifestazione sulla "remigrazione" a Milano. Piazza Duomo deserta. C'erano più piccioni che leghisti (accorsi i primi per cacare sui secondi).
Forse il miracolo economico arriverà da Baku. Forse i dazi si scioglieranno come neve al sole. Lei continua a fissare l'orizzonte da prua. Spera nel miracolo di Baku, spera nei dazi sciolti. Ma la verità, Signor Presidente, è che la barca non va da nessuna parte. È solo sopravvivenza. O forse, più semplicemente, siamo tutti sulla stessa zattera. Con lei a prua, che fissa l’orizzonte sperando che l’acqua non le bagni i piedi. Non è governo, è sopravvivenza. E in Italia, si sa, è già qualcosa.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 4/26)
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