Egregio Presidente, la grazia a Nicole Minetti non è superficialità: è complicità. Non è una polpetta avvelenata, è il menu completo del berlusconismo, servito su tovaglia tricolore. Un aeroporto intitolato a un criminale, tre giorni di lutto nazionale, nessuno ha battuto ciglio. Abbiamo scoperto che la maîtresse di Arcore ha ottenuto la grazia il 18 febbraio 2026, senza aver scontato un giorno di pena -e non li avrebbe scontati mai- tutto nascosto per due mes. Una truffa in linea. Nordio confeziona un fascicolo falso, il Colle firma come un automa distratto. Mattarella scarica su Nordio, Nordio sulla Bartolozzi, la Procura di Milano chiude la catena con un laconico: “Siamo stati diligenti ma non perspicaci”.
La grazia è per chi marcisce in cella. Minetti condannata a meno di quattro anni, sarebbe finita ai servizi sociali a badare al bambino malato. Che urgenza c’era? Quella di proteggere la “reputazione” di papà Berlusconi, la stessa che lei minacciava di far saltare con i figli: “Se la condanna viene applicata… la reputazione di papà a repentaglio! So cose che voi figli non potete nemmeno immaginare. Punto”.Mentre l’Italia si commuoveva per i lutti nazionali del Cavaliere, Minetti gestiva in Uruguay il ranch-bordello “Gin Tonic” del compagno Cipriani, un piccolo Epstein con jet privato, finanziato da Epstein in persona e socio di Witkoff. Lì, tra escort e festini, nel 2023 adottano un bambino malato strappato a genitori indigenti. La madre biologica, cercata per testimoniare, scompare. L’avvocata d’ufficio della donna e il marito vengono trovati carbonizzati in casa.
Il Quirinale concede pochissime grazie, ma per la Minetti nessun dubbio, nessuna verifica interna. E la Meloni, che ai tempi di Ruby spergiurava che fosse la nipote di Mubarak, oggi dichiara: “Mi fido di Nordio”.
Intanto l’Interpol indaga e il vaso di Pandora scoperchiato da Report e dal Fatto Quotidiano ci regala il punto più basso di un governo già abbonato alle cadute. Il Quirinale non ha peccato di superficialità: ha scelto la complicità. Come sempre, i colpevoli sono già stati graziati.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 4/26)
#italiennéandertalien


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