7 avr. 2026

LA GUERRA SECONDO DODO CAROTA

Dodo Carota ha detto all'Iran: arrenditi o ti colpiamo ancora. Lui può farlo. Ha i missili. Ha gli aerei. Ha la tv che lo ascolta.

l'Iran ha novantatré milioni di persone. Non si arrendono.

Due modi per distruggere un paese grande.

Uno: bombardare tutto. Scuole. Ponti. Centrali. Poi chiamarli obiettivi militari. Questo è un crimine. Ma non importa. Nessuno controlla più.

Due: la bomba atomica. Solo gli americani l'hanno usata. Nel '45. Contro il Giappone. Adesso Israele aspetta il momento buono.

Le proposte di pace americane sono richieste di resa. l'Iran dice no. Così si va avanti.

Gli americani hanno mandato via i consiglieri che dicevano se una guerra era legale o no. Ora possono fare tutto. E fanno.

L'America non impara mai. Vietnam, 1975. Due milioni di morti. Per fermare il comunismo. Poi sono scappati dagli elicotteri.

Iraq, 2003. Armi di distruzione di massa che non c'erano. Mezzo milione di morti. Il paese distrutto. L'ISIS è nato lì.

Afghanistan, vent'anni. Due trilioni di dollari. I talebani sono tornati come se nulla fosse. Gli americani se ne sono andati di notte.

Libia, 2011. Hanno ucciso Gheddafi. Hanno detto: arriva la democrazia. Invece sono arrivati i mercati degli schiavi.

Tutti questi errori. Tutte queste promesse. Poi se ne vanno. E lasciano macerie.

Ora tocca all'Iran. Stessa musica. Stessa storia.

L'Iran resiste. Il popolo non si arrende.

Dietro le minacce si vede già un fungo atomico.

Dopo, la storia cambia. In peggio. Per sempre.

Ma gli americani non ascoltano. Non hanno mai ascoltato.

(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l'Apocalisse, 4/26)

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