10 avr. 2026

CARO BRUNO

Caro Bruno, la invidio. Perché solo lei, in sessant’anni di servizio pubblico, è riuscito a trasformare un dovere costituzionale in una commedia dell’arte perpetua. 

Lei, mezzo busto di sughero che galleggia beato nell’oblò della prima serata, ci racconta da trent’anni di essere al di sopra delle parti. 

Poi, però, suggerisce all’opposizione il Malox davanti alla “divina” Giorgia. Divina, ha detto. Non è un partito, è una religione. E lei il suo sacerdote.

Lei invecchia e somiglia sempre più ad un altro suo illustre amico: tra non molto si telefonerà da solo in diretta, per intervistarsi da solo. 

Caro Vespa, lei fa propaganda H24, e se glielo si fa notare, si offende pure.

L’ultima, con Provenzano, che avrebbe fatto bene ad alzarsi e andarsene, senza una parola.

Ma forse è meglio così. 
Tanto, signor Vespa, da quelle parti il microfono lo tiene sempre lei. 

E il pubblico paga. Che vergogna. Pagare il canone per questo numero da baraccone. Da sessant’anni. È un record, sì. Quello dell’impudenza. 

(A. Battantier, Italien Néandertalien, 4/26)

#italiennéandertalien 

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