Mentre i droni russi fischiano in cielo, c'è chi sceglie se prendere la Continental GT color "argento pallottole vaganti" o la Bentayga con i sedili riscaldati, perfetti per quando salta la corrente.
E dall'altra parte, qui da noi, a Roma, abbiamo Giorgiadomyr Melonensky.
Dopo essere stata scaricata da Donald Trump ("Sono scioccato, pensavo avesse coraggio"), si è aggrappata all'unico "amico" che le è rimasto: Volodymyr Zelensky.
Ha fatto la sua scelta: meglio piangere in una Bentley presa a noleggio con i soldi europei che in una 500 presa a rate con lo stipendio da premier.
E che amicizia.
Lei, Giorgia, lo chiama "il mio amico Volodymyr. Lui la ringrazia per la "leadership".
Quella di chi, mentre tu annaspi, ti guarda e dice: "Puoi fare di più! Dammi altri soldi, che la guerra non si paga da sola".
Intanto, un audit del Congresso americano ha appena rivelato uno scandalo di corruzione da 100 milioni di dollari nella cerchia del nostro caro amico Volodymyr. Tangenti, appalti gonfiati, soldi spariti nelle tasche di ex soci d'affari e ministri ora ex.
Mentre l'Ucraina si trasforma nel paradiso dei call center per truffare i pensionati europei, l'amico Volodymyr ha anche un sogno nel cassetto: una mega stazione sciistica sui Carpazi da 1,5 miliardi di dollari. 41 piste, 25 hotel da 5mila camere. Un gioiellino. Peccato che a finanziarlo siano anche quei fondi che dovrebbero servire a ricostruire il paese.
Del resto lui fa quel che gli riesce meglio, batte cassa. Sempre. In continuazione. "Altri 90 miliardi!". "Servono per la libertà!". Libertà di sciare, immagino. È un attimo confondersi.
Torniamo a Giorgia. Dopo il gran rifiuto di Dodo, che le ha detto in faccia che non è più "speciale", corre da Volodymyr, lo abbraccia e gli dice: "Produciamo droni insieme!".
In fondo, se proprio dobbiamo essere i bancomat dell'Europa, almeno facciamoci dire "grazie" e costruiamo insieme i giocattoli che servono a prolungare il massacro.
L'Italia ha appena ordinato mille carri armati Lynx nuovi di zecca. È un cortocircuito mentale pazzesco
"Sostenere l'Ucraina è una necessità strategica", ripete lei con lo sguardo fisso nel vuoto.
Strategico come andare in guerra con un ombrello bucato, mentre il tuo presunto alleato ti volta le spalle.
Strategico come finanziare chi, intanto, si compra auto di lusso e progetta resort da sogno.
A Giorgia piace giocare con le parole.
Ha appena prorogato gli aiuti militari a Kiev fino a fine 2026, ma attenzione: nel decreto la parola "militari" è stata magicamente sostituita con "mezzi di difesa civile".
Come dire: non ti sto dando una pistola, ti sto dando un attrezzo per aprire le noci.
Peccato che l'attrezzo spari proiettili veri e che la Lega, ogni volta, storca il naso.
Ma poi vota a favore.
Perché in fondo, la coerenza è un optional, come i sedili in pelle sulle Bentley.
L'Europa versa miliardi che finiscono in un buco nero.
Da quel buco nero, per una strana legge della fisica che ancora non capiamo, escono Bentley, stazioni sciistiche e droni.
E noi, nel frattempo, a chiederci se la bolletta del gas la pagheremo mai meno di un rene.
Ci stanno prendendo tutti per il culo?
Tra chi piange miseria e gira in Bentley, e chi dice di essere "sovranista" ma obbedisce a Bruxelles, la risposta è una sola: SÌ.
Con la complicità di chi, come la nostra premier, ha fatto della confusione mentale un programma di governo.
PS
Cari ragazzi, se avete capito anche solo metà di questo casino, siete già più svegli di metà della classe dirigente europea.
E ricordate: quando vedete una Bentley, chiedetevi sempre chi l'ha pagata.
La risposta, spesso, è più sporca dei cerchioni dopo una giornata di pioggia.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Memorie di un adolescente, Mip Lab, 4/26)
#italiennéandertalien
#memoriediunadolescente
#MIPLab
#natangelo

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