Grazie a lui, Mattarella le ha concesso la grazia cancellando una condanna definitiva a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione, peculato e truffa.
Peccato che Cipriani non fosse proprio l’angelo “normoinserito e lontano da contesti di devianza” descritto al Quirinale.
A scavare un po’, emergono frequentazioni imbarazzanti: Jeffrey Epstein, Harvey Weinstein, la mafia newyorkese dei Gotti.
E un’inchiesta antimafia dei primi anni Novanta, l’operazione Andalusia, in cui Cipriani compare nelle intercettazioni con Flavio Briatore. Il giovane rampollo cercava di entrare nel business della Formula 1 e, per accreditarsi, sbandierava amicizie pesantissime: “Sono amico di Tommaso Spadaro, sono amico di Tanino Corallo”, nomi legati a Cosa nostra e traffici internazionali d’armi.
L’affare finì nel nulla, ma la sua scuderia “Il Barone Rampante” trovò poi sponsor nelle società di Daniela Santanchè, oggi indagata per bancarotta.
Nel 2007, papà e figlio Cipriani patteggiarono per evasione fiscale milionaria a New York, versando 10 milioni per evitare la galera.
Tutto facilmente reperibile, bastava cercare.
Invece Mattarella ha firmato a occhi chiusi, regalandosi una figuraccia. Distratto, appunto!
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)
#italiennéandertalien

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