Ma la realtà è peggiore: l’area distrutta a Gaza supera i 200 km², Palermo si estende su 160 km².
A Gaza sono stati bombardati tutti i 36 ospedali, uccidendo oltre 1800 tra medici e infermieri; colpite le ambulanze. Distrutto un sistema scolastico con il 97% di alfabetizzazione (a Palermo l’abbandono scolastico è al 20%).
Civili sfollati in tende, neonati uccisi dai topi, decine di migliaia di morti, per lo più donne e bambini.
Soldati israeliani, come il pentito Jonathan, raccontano di aver sparato a persone disarmate:
“La maggior parte delle persone che la mia unità ha ucciso erano disarmate”.
Ogni palestinese è un terrorista o lo sarà.
Bambini usati come scudi umani.
La “linea dei cani” dove si sparava a chiunque, madri e bambini che raccoglievano erbe o legna.
Eppure, se Gaza fosse Palermo, ci saremmo ribellati: il Foglio farebbe un cordone umano alla Cappella Palatina, l’UE invierebbe armi ai palestinesi.
Perché non vediamo i bambini, gli ospedali, le scuole, i poeti palestinesi come persone?
Come fanno gli intellettuali a tacere mentre si compie uno sterminio, indignandosi solo per i libri bruciati?
“Che scusa abbiamo noi?”
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l'Apocalisse, 6/26)
#italiennéandertalien
#frammentiperlapocalisse

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