2 juin 2026

IL MENESTRELLO CONFUSO (né di qua né di là, quindi di là. La neutralità è una menzogna con la fedina sporca: aiuta il boia, mai il torturato)

Il menestrello col berretto militare ci ha spiegato che sul genocidio in diretta a Gaza non ha un’opinione. 

O meglio: ce l’ha, ma è confusa.  

Uno che cantava ‘La storia siamo noi’ oggi si nasconde dietro la cattedra rovesciata dell’ignoranza e pontifica che non sta né di qua né di là. 

Il menestrello galleggia nell’ignavia. ‘Non mi sento superiore’. Ma a chi? Ai morti? Alla Corte dell’Aja? All’ONU che ha dichiarato ‘genocidio’? 

Perché se chi ha un microfono si dichiara confuso mentre bruciano bambini, io mi dichiaro inorridito. 

La banalità del male è proprio quel silenzio imbalsamato. Allora va bene dubitare di tutto? L’Olocausto è un optional? La Shoah era una differenza di vedute? 

Il menestrello confuso propone il silenzio come fosse una nota di chitarra, ma non sa dove informarsi. ‘Dove?’ Prova all’inferno, tra le macerie che schivano le telecamere. 

La neutralità è una menzogna con la fedina sporca: aiuta il boia, mai il torturato. L’ha detto Wiesel, non un ragazzino dei centri sociali. 

Essere confusi su un genocidio è complicità. La Storia, a quelli che oggi si dichiarano storditi e confusi, domani chiederà: ‘Dov’eri tu mentre l’umanità veniva spenta?’ ‘In camerino, a provare un assolo per la tournée di ottobre’. Spero ci vadano in pochi a quei concerti. 

(A. Battantier, Italien Néandertalien, 6/26)


#italiennéandertalien 

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