Il referendum di allora insegnò che i cittadini possono scegliere efficienza, risparmio, energie pulite. Non seguiamo i nostalgici dell'atomo e i contabili delle lobby. Il futuro è rinnovabile. Basta volerlo.
Crederò al nucleare «di terza generazione» il giorno in cui una compagnia di assicurazioni, una sola, timbrerà una polizza contro il «rischio atomico».
Sapete quante l’hanno fatto finora? Zero. Nemmeno i Lloyd’s.
Se viaggiate in auto avete l’RCA, se vi fumate i polmoni avete una polizza vita, ma per una centrale che può avvelenare falde e cromosomi per diecimila anni, nessuno vuole firmare.
Non esistono statistiche: un incidente costa quanto un continente, e i sinistri non si liquidano, si ereditano.
E allora lo Stato, magnanimo, si accolla tutto: come un papà che paga i debiti di gioco del figlio tossico.
Ci spacciano il nucleare per energia pulita, ma la pulizia la faremo noi col caro-bolletta, mentre qualcuno incasserà sussidi.
Solita storia: privatizzano i profitti, socializzano l’apocalisse.
Il nucleare è conveniente solo quando il conto dell’assicurazione lo pagano i nipoti col mal di tiroide.
Che innovazione avere un’industria che prospera nell’unico rischio che nessun mercato può quantificare.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l'Apocalisse, Mip Lab, 9/26)
#italienneandertalien
#frammentiperlapocalisse
#MIPLab

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