La CIA è quella della fiala di borotalco presentata all’ONU come antrace, prova certa per radere al suolo l’Iraq, resta una garanzia. Prendere la CIA come fonte affidabile è come farsi diagnosticare la salute da un cecchino: il referto è preciso, il paziente è morto. Un servizio d’intelligence indistinguibile da un’organizzazione terroristica, con l’aggravante della cravatta.
La guerra ibrida a me pare la facciano i governanti UE contro i propri governati. Gaffe così evidenti che non riescono a nascondere la firma. Contano sull’analfabetismo funzionale di massa e, va detto, hanno successo. Finché si tratta di retorica, bandiere e talk show, pure pure. Ma quando toccano portafoglio, lavoro, salute, famiglia, ecco che l’elettore addormentato si sveglia, e pure incazzato.
A forza di denunciare la guerra ibrida russa -come se quella occidentale fosse pace ibrida- aboliranno l’aggettivo “ibrida”, troppo complicato, e resterà solo “guerra”. A quel punto servirà la legittima difesa UE: ovviamente attaccando per primi.
Il gioco delle tre carte linguistico applicato alla geopolitica: ora la vedi, ora è patriottica, ora sei morto. Tutto per convincere l’elettorato della bontà del riarmo e dell’armamento infinito dell’Ucraina fino all’ultimo soldato. Eppure dovevano capirlo: ogni aumento d’armi a Zelensky produce, regolarmente, un sovrappiù di ferocia combattiva in Putin. Da lì la richiesta di nuove armi, e via il ciclo verso l’inferno.
Si crea il mostro, si vende la paura, intanto si compra il cannone. La guerra è pace, la menzogna è prova, il mercato è democrazia. E il pacifismo viene licenziato per scarso rendimento.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l'Apocalisse, 9/26)
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