Penso a come si sia persa la misura delle cose. Il mondo si è fatto gelido, e noi, invece di uscire, ci immergiamo sempre più a fondo, convinti che sia normale.
Qualcuno spara a una madre, in macchina, dopo aver portato il figlio a scuola. E tu come fai a spiegarlo? Come fai a dire a quel bambino: “Vedi, è successo che…”?
Non ci sono parole. C’è solo questo freddo, questo silenzio che ti entra nelle ossa e non se ne va più. 4 colpi di pistola le hanno sparato!
Ma come facevano a sapere che era una radicale? Allora si tratta di omicidio premeditato! L’hanno fermata apposta per eliminarla! La narrazione dominante si contorce per giustificare l’ingiustificabile, mentre stiamo mettendo in testa ai giovani che siccome io sono il più forte mi prendo tutto ciò che è tuo perché sei più debole.
Facciamo finta che sia normale! Facciamo finta che un’agenzia che si chiama ICE, “ghiaccio”, vada in giro a sparare come nei film, ma nei film tu paghi il biglietto e poi esci. Qui no, tu ci vivi dentro e non è detto che esci! Se hai la pelle sbagliata, o un nome o una frase che suona strana, è come se avessi un bersaglio sulla schiena.
E qualcuno dice: “Beh, se non hai fatto nulla…di che hai paura?”. Non ha più senso chinare la testa come fa Giorgia Meloni. Ti sfondano la porta, ti pestano e ti lasciano in mutande sulla neve, e neanche dicono “Oops, scusa, sbagliato”.
L’ipocrisia, sempre lei. Abbiamo costruito un altare all’America, e ci abbiamo messo sopra il cartello: “La più grande democrazia del mondo”.
E ora che il sacerdote dell’altare, invece dell’incenso usa Twitter per spargere merda, qualcuno esclama: “Oh, che orrore! È psicopatico! Narcisista!”.
Mentalmente disturbato, con manie di onnipotenza, psicopatico, uno schifosissimo presidente, la storia lo metterà nel suo posto, ma sarà sempre troppo tardi. Ad un certo punto sarà troppo tardi.
E chi l’ha messo lì, scusate? Chi ha votato per il pupazzo con la parrucca d’oro? Non è che il pupazzo si è eletto da solo. Auspico che gli statunitensi lo rovescino, ma ho i miei dubbi perché, ingenui e creduloni come sono, si berranno di tutto.
Il problema non è il pagliaccio, il problema è il circo che lo assume e il pubblico che ride ai suoi peti (del resto ce n’è un altro, scelto per come sbatteva l’uccello sul pianoforte!).
E in Italia, c'è chi guarda il circo e dice: “Ma che spettacolo! Portiamolo anche qui!”. La cosa preoccupante è che al governo italiano attuale piace questo modo di governare di Trump, visto che tutto quello che fa per loro è giusto. Se ci fate caso anche il governo Meloni giustifica sempre tutto quello che fanno, quando hanno torto marcio si autoassolvono, anche davanti all'evidenza, e attaccano e infamano gli altri senza alcuna prova certa.
La Gestapo del XXI secolo, forse non si avvicina ancora alla burocrazia tedesca di un tempo, ma sono efficienti, hanno una lista, degli ordini.
Sono il “far west” che tanti elettori impauriti, hanno sempre sognato. “Volete vivere nel far west?”, si chiede la gente. Ma certo! È scritto nel DNA americano: lo sceriffo, il fuorilegge, la pistola che decide chi ha ragione. Ora lo sceriffo ha un account Instagram, il fuorilegge sei tu se sei nato nel posto sbagliato, e la pistola spara prima ancora che tu apra bocca.
E il pubblico applaude. Perché è più facile applaudire che pensare. Il pensiero richiede sforzo. L’applauso richiede solo due mani che si sbattono insieme.
Stiamo assistendo alla più palese dimostrazione che basta avere soldi, per comprarti il destino del mondo, e ridefinire con l'ignoranza i confini della verità, da coloro che si vantano di essere esempio di libertà nel mondo.
Siamo a un punto di non ritorno. Questo dovrebbe spaventare il popolo. Si fomenta la banalità del male.
Il corso e ricorso della storia. L’umanità è una studentessa particolarmente ottusa che non supera mai l’esame di base. Ripete sempre lo stesso errore: dare il potere a dei pazzi.
Questi accadimenti quotidiani negli Stati Uniti sono le inequivocabili conferme della deriva autocratica, autoritaria, reazionaria, repressiva, illiberale omofoba, razzista e fascista dell’amministrazione trumpiana.
E i pazzi, come ben sappiamo, sono molto bravi a convincere gli altri che i veri pazzi sono quelli che non hanno potere. È un sistema collaudato. Funziona così bene che lo riproduciamo in serie.
E tutti quelli che lo seguono nei suoi ideali, sono spietati come lui. Abbiamo troppa gente insana di mente al potere. Così tanta che potremmo aprire un manicomio di lusso e chiamarlo “Governo Mondiale”. La visita costa un voto. E non c’è cura, al momento. Ancora è all'inizio della sua presidenza, ha troppo tempo per completare il suo tragico e sanguinario progetto.
A scuola ci dicevano che gli USA erano il faro di libertà. Un faro, immaginate, su una collina. Adesso scopro che il faro è gestito da un ubriaco che accende e spegne la luce a casaccio, urlando insulti alle navi che passano, e se una barca di naufraghi si avvicina per chiedere aiuto, lui gli spara dai bastioni. E la gente sulla terraferma lo acclama: “Finalmente uno che dice come stanno le cose! Senza filtri!”. Gli ammiratori del codino biondo che fa impazzire il mondo come fanno a non vedere?
C’era una volta un paese che amava tanto la libertà da metterla in gabbia, amava tanto la legge da farla a pezzi, e amava tanto la democrazia da eleggere un re che odiava la democrazia.
È la volgarità che trionfa, come estetica di governo. Trump ne è il sommo sacerdote, un alchimista che trasforma l’ignoranza in oro per le masse, la paura in consenso, la crudeltà in politica estera.
L’Europa, con il suo fiuto per l’odore del potere, gli lecca il culo. È uno spettacolo di così oscena bassezza che quasi si fa fatica a distogliere lo sguardo. Siamo voyeur di uno snuff movie politico, il sangue è la valuta corrente.
Il capitalismo avanzato trova il suo compimento in questa violenza di Stato spettacolarizzata. L’uomo, atomizzato, guarda il video dell’esserucolo dell’ICE che spara. È reale, è crudo. Sostituisce la pornografia. L’immigrato pestato è il corpo oggettivato della nostra indifferenza. La democrazia non è crollata, si è semplicemente estenuata, ha partorito il suo contrario e ora lo allatta con rassegnazione biologica.
Il mondo è diventato un posto da brividi. La fantasia dei film si è arresa per mancanza di immaginazione. Restiamo qui, a guardare il ghiaccio crescere sulle finestre. Ma è così difficile convivere nello stesso pianeta senza creare guerre? La logica del potere risponde di no, anzi, alimenta il conflitto. Dicono che fosse molto radicale, andava in macchina, guidava e quindi si ammazza?
Questa è la cinica equazione che ci viene proposta: la colpa è sempre della vittima, il potente ha sempre una giustificazione.
Una buona parte dell’America si esalta per la sua supposta purezza mentre sguazza nella melma della xenofobia e dell’autoritarismo.
E il padre di questa follia collettiva è lui, il vecchio libidinoso dalla bocca sfatta, il pupazzo di carne che grida i nostri peggiori istinti. In tanti lo idolatrano per questo. Lo amano perché li fa sentire puliti, nel loro odio. Lo idolatrano giornalisti, politici, intellettuali eletti ormai a comici.
Ricordo che per Charlie Kirk si era sollevato (giustamente) uno scandalo perché non era stata rispettata la sua libertà di ideologia. Ora è sparito tutto. Tutto passa, tutto viene assorbito, tutto è normale.
Dicono: “In Italia dobbiamo prenderne esempio”. Esempio di cosa? Del genio imprenditoriale di fallire quattro casinò? Dell’arte oratoria di un piccione sotto acido? È come guardare un uomo che caca in una fontana e dire: “Che audacia performativa! Dobbiamo istituzionalizzare la defecazione pubblica!”.
Siamo al capolinea del circo mediatico, dove il clown ha il fucile e il pubblico, invece di scappare, chiede l’autografo sulla pallottola.
E il governo italiano? Sta lì, col suo strofinaccio pronto. Perché il potere, si sa, ha sempre avuto un fetish per le deiezioni dei tiranni. È l’unica cosa che sa pulire bene.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Frammenti per l’Apocalisse, Mip Lab, 1/26. Art by Stephen Stadif)
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