Aspetta, Putin, ti preghiamo, non ci invadere subito, facci prima armare fino ai denti, non arrivare subito in Portogallo con le carriole e le lavatrici a pedale.
"L’Italia ripudia la guerra", bella frase, scritta bene. Poi però costruiamo cannoni, o li compriamo, o li rivendiamo.
Intanto, in Italia, le scuole cadono giù, gli ospedali chiudono, e noi pensiamo a come fermare i carri armati russi. Sarà che li vediamo solo noi, nei telegiornali. Una magia.
Che pazzi questi russi. Un giorno combattono con le pale e i pezzi di lavatrice. Il giorno dopo hanno armi segrete che fanno cacare addosso alla NATO!
La stessa bocca che mi diceva "lavatrice" ora mi dice "apocalisse"!
Io mi guardo intorno, guardo i miei figli e dico: ma voi davvero credete che Putin si sveglia e dice: Oggi mi prendo Lisbona?
Andate in terapia! Tutti! In un autobus a due piani! Con lo psicoterapeuta che guida!
C'è un gioco allegro e divertente. La parola è "riarmo". La pronunci e i soldi -PUF- spariscono dai conti della sanità e vanno in quelli della società che fa le bombe.
"Stato sociale"? Roba vecchia. Demolito. Adesso si costruisce la "Fortezza Bastiani", che nessuno sa dove cazzo sia, ma suona bene. È un prodotto.
La paura è il marketing. La guerra è…beh, la guerra è il profitto posticipato. E il bello è che siamo così fessi che ci chiediamo pure:
Ma perché Putin aspetta? Che pazzi questi russi. Potrebbero conquistare l'Europa e invece temporeggiano.
Non è "difesa comune". Non fatevi infinocchiare dal packaging. È "riarmo". Parolina simpatica.
Significa: compriamo un sacco di roba che uccide gente, in posti che non conosciamo, per motivi che non ci hanno detto, da usare in un momento che non sappiamo.
E intanto tagliamo i fondi per tutto ciò che tiene in vita la gente. È il più grande trasferimento di ricchezza dagli stupidi ai furbi mai concepito!
Noi cittadini preoccupati, ci chiediamo: "Ma la Russia ci invade?"
Che importa, abbiamo la scusa del prodotto più venduto del secolo. Paura infinita, garantita, e bomba atomica gratis (o quasi).
Un giorno ti dicono che il nemico è ridicolo. Il giorno dopo ti dicono che lo stesso nemico è invincibile. E le stesse persone che hanno detto l’una cosa dicono l’altra. E tu fluttui tra due bugie grandi quanto le loro facce da culo.
La manipolazione mediatica? La chiamano "informazione".
Per convincere un popolo intero a pagare per la propria immaginaria salvezza, mentre si deruba la sua reale felicità.
E il bello è che se fai notare la truffa, ti chiamano pazzo.
O amico del truffatore.
"Perché Putin aspetta?". Forse, aspetta che la nostra idiozia raggiunga il suo apice naturale. E da come vanno le cose, non dovrà aspettare molto.
Sul Riarmo ho sentito un politico parlare: Dobbiamo armarci perché Putin potrebbe attaccare.
Ho pensato: Ma se siamo troppo deboli, perché non ci attacca ora?
Perché è furbo.
Aspetta che siamo forti. Ci attaccherà quando saremo più pronti a difenderci. Per questo dobbiamo essere fortissimi!
Ma allora, non ci attaccherà mai? Questa è la bellezza del piano! Più siamo forti, più è sicuro che lui non attacchi!
Quindi spendiamo una marea di soldi per un attacco che non ci sarà. Così avremo dimostrato che il sistema funziona!
Un ingenuotto potrebbe chiedere: “E se non spendiamo?”
Eh no, allora un filo-putiniano che vuole la nostra distruzione!
La paura come status symbol, la difesa come feticcio. Parlano di ‘armamenti migliori’ con la stessa bava con cui un sommelier disquisirebbe di un vino raro.
È una competizione di prestigio tra psicopatici, finanziata con i nostri soldini, con le nostre pensioni, con il sudore dei nostri infermieri.
La capacità critica sembra un reperto archeologico. Si è dissolta nell’acido della narrazione continua, del flusso tossico di opposti assoluti.
Non si tratta di capire, si tratta di scegliere il tuo veleno narrativo e berlo fino alla sbornia terminale.
L’Occidente, esausto, senza futuro, si aggrappa ad un piano in grado di provocare ancora un brivido: l’auto-annientamento preventivo.
L’Europa è un supermercato triste, dove reparti di welfare chiusi per fallimento confinano con reparti di armi in offerta speciale.
Putin aspetta? Certo. Aspetta che finiamo di uccidere noi stessi da soli. Perché invadere un continente che sta già facendo un ottimo lavoro in autonomia? È un suicidio a rate. Con sconti sulla distruzione di massa.
Ogni titolo di giornale è un atto di autoflagellazione ansiosa.
"Ci prenderà? Non ci prenderà? Perché aspetta? Forse gli piacciamo così, indecisi, piagnucolosi?".
La costituzione ripudia la guerra e, soprattutto, chi la infanga tradisce il futuro dei nostri figli, non per mandarli in guerra, ma per privarli di un mondo degno di essere vissuto, inchiodandoli a un presente di perpetua paura finanziata.
Mi ricordo, qualche tempo fa, un inserto de La Repubblica. Recensivano bunker privati per famiglie. La Paura: Speciale Europa. Bisogna scegliere se spendere per un benessere residuo o per un bunker. Vince chi sopravvive.
Alle volte io domando agli amici: Ma voi ci credete davvero?
Il primo che ride è eliminato.
Se piangi e ti costerni passi il turno. Se pensi, sei squalificato.
La terapia di gruppo?
L’hanno già fatta. Si chiama "Storia".
Hanno saltato le sedute.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, Mip Lab, 1/26)
#MIPLab
#italiennéandertalien

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