Il sistema aeroportuale italiano è col fiato corto. L’incognita dello stretto di Hormuz e le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno innescato una crisi energetica senza precedenti: i prezzi del jet fuel sono raddoppiati in un solo mese, portando a gravi difficoltà di approvvigionamento. La situazione è critica a Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia; sono operativi i primi razionamenti, a Brindisi un bollettino Notam ha ufficializzato l'esaurimento temporaneo delle scorte. Sotto stretta osservazione anche gli aeroporti di Reggio Calabria e Pescara. Il panorama non migliora guardando all'Europa, dove la maggior parte degli scali rischia di esaurire le riserve entro poche settimane. Nonostante le rassicurazioni per il mese di maggio, l'estate 2026 rimane un'incognita. Per evitare il blocco totale, le compagnie stanno già valutando misure estreme come il tankering (fare il "pieno" in scali riforniti per evitare i vuoti in Italia) o la drastica cancellazione delle tratte.
Comanda ancora Wall Street, con la benedizione di Bruxelles. Mentre Dodo lancia l’ennesimo ultimatum a Teheran, la nostra classe dirigente dice: “È per la democrazia!”. Chiudono gli aeroporti e a Roma applaudono l’invio di armi. Sudditanza patologica. Gli Stati Uniti decidono che devono fare i bulli con l’Iran. L’Iran chiude il rubinetto del petrolio. E l’Europa firma l’ennesimo assegno in bianco per le armi. Mentre gli Ucraini bombardano le raffinerie russe con i droni, l’Europa applaude. Salvo poi scoprire che quel greggio raffinato, attraverso giri contorti, serviva anche a noi. È il suicidio dell’Occidente. Creano il caos (Hormuz), respingono l’ipotesi del gas russo, e, chi ci guadagna? Exxon e Chevron, con il barile alle stelle.
L’impero americano sta tirando le cuoia in diretta streaming, e l’Europa è lì sotto che cerca di fare la respirazione bocca a bocca a un cadavere. È la vittoria del pensiero magico. Pensano: se chiudiamo gli occhi e gridiamo "Putin cattivo, Trump forte", il serbatoio dell’A320 si riempie da solo per osmosi. Invece no, la realtà ha il sapore acre del kerosene finito e dell’orgoglio nazionale svenduto al miglior offerente d’oltreoceano. L’incompetenza allo stato brado declina futuro ad una coincidenza aerea saltata.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 4/26)

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