Il Presidente non si scompone mai. Neanche quando concede una grazia segreta a Nicole Minetti, l’ex igienista dentale di Arcore. Firma il decreto, lo infila in un cassetto. Poi, quando lo scoprono, dice: «L’ho fatto per un parente minorenne gravemente malato».
La prossima volta che vostro zio viene beccato con le mani nella cassa, dite al giudice: «Mio figlio ha l’asma». E vedrete che Mattarella vi grazia all’istante.
Lui intanto descrive le guerre come fossero temporali estivi: «Tempesta di bombardamenti devastanti». Come se i missili cadessero per un capriccio dell’atmosfera. Un temporale non ha colpevoli. Chi lancia le bombe? Quello non lo dice. Il Libano non è sotto una tempesta: è sotto le bombe di qualcuno. Un nome, un governo, un esercito. Chiama le cose con il loro nome: «Israele bombarda il Libano».
Hai concesso la grazia segreta alla procacciatrice di ragazze per Berlusconi. La legge è uguale per tutti, tranne che per chi conosce le persone giuste. Se non le conosci, la tempesta la subisci sulla tua pelle.
Mattarella ha scoperto una nuova teoria giuridica: la grazia terapeutica. Commetti un reato, poi il Presidente scopre che un tuo parente è malato e puff! la pena sparisce. Bastano un nonno con l’artrosi o un cugino con il mal di denti. E intanto la gente muore in Libano. Ma l’importante è che la signora Minetti non vada in galera.
Ha firmato un pezzo di carta che cancella quattro anni di carcere a una donna che ha aiutato un ex premier a prostituire minorenni. Parla di bombardamenti come di un temporale. Non prende posizione. Sta lì, elegante, con la faccia da statua. È patetico: fa sparire le pene con un colpo di penna, i responsabili con un colpo di lingua.
La verità è che Minetti non è stata graziata per amore di un bambino, ma per amore del silenzio. E che il Libano non è sotto una tempesta, ma sotto il tallone di qualcuno. Il presidente ha paura di scontentare. Recita la parte dell’uomo equidistante, ma le sue mani sono sporche di firme segrete e omissioni.
Tacendo il nome del responsabile, si rende complice. Chi tace quando potrebbe parlare, approva. E l’approvazione silenziosa è la forma più ipocrita di consenso. Non è un uomo di pace: è un uomo di parole vuote, che ha paura della verità.
Allora riassumiamo: una grazia segreta a una condannata per favoreggiamento della prostituzione minorile. Per due mesi nessuno lo sa. Poi il Presidente dice: «L’ho fatto per un bambino malato». Se mio figlio ha l’influenza, posso chiedere la grazia? No, perché la Minetti ha amici potenti. E sul Libano tace. Per paura di offendere un alleato. È un codardo che nasconde le grazie e i colpevoli, che parla di tempeste per non dire «guerra». Fa il portavoce del nulla. E il nulla è il miglior alleato del potere.
(A. Battantier, Italien Néandertalien, 4/26)
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